#Vetrina | 05/12/2021

Mauro Gantner

Massagnese doc, Mauro Gantner è stato intervistato sull’ultima edizione del bollettino informativo pubblicato dal Municipio, in relazione soprattutto alle sue esperienze in ambito sportivo e legate alla frequentazione del Centro Valgersa, di cui ricorrono i 40 anni di esistenza.

di Ivan Pedrazzi

Lui c’è stato dapprima come sportivo, poi come istruttore (di nuoto e atletica) e infine di dirigente (per 40 anni ha ricoperto il ruolo di segretario della storica e gloriosa Società atletica Massagno, la Sam). 
Ha visto Valgersa nascere e prosperare, laddove un tempo c’era una valle solcata da un ruscello in cui i ragazzini pescavano i gamberetti. «Prima che la ricoprissero col terrapieno – racconta – ci allenavamo con la squadra di sci di fondo militare; poi il fiumiciattolo è stato incanalato e la vallata riempita e bonificata». Su impulso della Sam, le autorità hanno realizzato il centro sportivo e balneare, inaugurato nel 1981. Alla gestione della struttura provvede una commissione di cui Gantner è segretario dal 1984. 

Classe 1939, Mauro Gantner in gioventù ha imparato il mestiere di installatore idraulico. La passione e una forte motivazione, indispensabili per seguire i corsi a Macolin e ottenere l’abilitazione all’insegnamento, lo hanno però condotto verso lo sport, facendone una professione: quella di docente di educazione fisica e nuoto nelle allora scuole maggiori e alle elementari di Massagno. Tre i direttori con i quali ha collaborato: Alberto Bottani, Pino Bignasca e Fabrizio Quadranti.
A 60 anni è andato in pensione, rimanendo tuttavia vicino alle associazioni. Istruttore di sci, pratica pure l’escursionismo, «non più come ai tempi dello Sci club Lugano e del Club alpino, con ascensioni sui Quattromila, ma con piacevoli uscite sulle montagne di casa», ci confida. Montagne che fanno da cornice a un altro suo interesse: la caccia, eredità del padre Luigi. Una figura popolare in città, dove lavorava come taxista. La mamma Isolina, casalinga, era una Poretti, figlia dei titolari dell’osteria Guglielmo Tell, una delle prime a Massagno. Ceduta alla famiglia Quadri, diventerà poi in tempi più recenti Bar Romano. 

Torniamo a Mauro Gantner per evocare alcuni aneddoti della Massagno di un tempo. «Ci allenavamo nella stradina di via Cabione, la nostra pista degli 80 metri, e presso le scuole elementari, dove c’erano le pedane per il salto in lungo, il lancio del peso e il salto in alto». Svolto il corso che corrisponde all’odierno brevetto Gioventù+Sport, nel 1967 Gantner è subentrato a Giuseppe Peduzzi nel ruolo di monitore capo della Sam, entrando nel contempo in comitato della Sezione di atletica, di cui è stato segretario dal 1967 al 2007: impegno e fedeltà gli sono valsi il titolo di socio onorario. Conseguito nel 1972 il brevetto di istruttore di sci, è stato per un trentennio monitore dello Sci club Lugano ed esperto di salvataggio. Mauro Gantner mette inoltre le sue competenze al servizio di Scollinando, di cui è membro dell’organizzazione. 

Straordinaria, in questo fitto e intenso curriculum, è stata la trasferta a Westerland (Germania), nel giugno del 1972, in occasione dei Giochi senza frontiere. «Partecipai nel ruolo di coach della squadra svizzera, rappresentata dal Comune di Massagno, che si era classificata al secondo posto a soli due punti dalla favorita Germania». La delegazione rossocrociata era formata da numerosi atlete e atleti della Sam e di altre società luganesi, con il sindaco di Massagno Mario Grassi e il municipale Franco Cattaneo nel ruolo di accompagnatori. 

Insomma, una persona intraprendente e disponibile, piena di vita e interessi. Come molti, Mauro ha un rifugio in cui ricaricare le pile: un rustico sui monti di Medeglia. «L’ho ristrutturato nel tempo libero con l’aiuto di un muratore bergamasco. Ci abbiamo impiegato tre anni, ma non ha idea di quante cose ho imparato!».

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sull'edizione del 23.07.2021

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