#Vetrina | 30/09/2022

Giorgio Caneva

di Roberto Guidi

Giorgio Caneva sfodera un largo sorriso, marchio di fabbrica che infonde subito allegria e buonumore. Altro marchio di fabbrica è «Nostranello», nome del suo gruppo, con il quale porta in piazza la musica popolare, e del grotto nel cuore di Neggio dove ha messo le radici nel marzo 2004 dopo un percorso professionale quantomeno originale.

«La musica popolare ticinese è viva. Piace moltissimo ai confederati, certo, ma anche quando la presento a un pubblico di casa nostra – giovani compresi – il successo è assicurato: tutti pronti a cantare in coro. Un pezzo che non può mancare? “La Sisina”, è sempre richiesto». Giorgio Caneva sfodera un largo sorriso, marchio di fabbrica che infonde subito allegria e buonumore. Altro marchio di fabbrica è «Nostranello», nome del suo gruppo e del grotto nel cuore di Neggio dove ha messo le radici nel marzo 2004 dopo un percorso professionale quantomeno originale.
Classe 1957, di Barbengo, segue la formazione di apprendista di commercio in banca, dove resta fino al 1992. Seguono un anno come aiuto nell’impresa di traslochi di un amico, tre in veste di segretario comunale a Lugaggia e uno nel settore assicurativo, mentre dal 1999 al 2003 è musicista professionista. Quando ci vede sgranare gli occhi, spiega: «Mica solo i Rolling Stones e Davide Van De Sfroos possono vivere di concerti...» e giù una risata.

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sull'edizione del 30.09.2022

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