#Vetrina | 11/11/2022

Julie Arlin

di Marina Carta

Con il suo libro d’esordio «Perfetta da morire», Julie ha voluto aprire il suo cuore ai lettori. Conosciamo una ragazza diversa da quella che siamo abituati a vedere in tv o ad ascoltare in radio. Conosciamo una scrittrice, una donna, una persona che sprizza «joie de vivre» da tutti i pori e che ha saputo trovare la felicità nelle piccole cose.

«Tutti, prima o poi, viviamo il nostro dramma personale, la sfida è trasformarlo in occasione di crescita per imparare ad apprezzare con gratitudine tutto ciò che di bello la vita ha da offrirci». È questo l’insegnamento di Julie Arlin, che con il suo libro d’esordio «Perfetta da morire», disponibile su Amazon, ha voluto aprire il suo cuore ai lettori. Lo fa con sensibilità e umorismo, parlando tra le righe di un’esperienza drammatica, che l’ha vista lottare a lungo contro un tumore. Ma attenzione, non si tratta di un’autobiografia: «il mio è un romanzo di formazione con una protagonista, Emma, e una serie di personaggi che animano una storia a tratti drammatica, a tratti comica». Grazie a questo libro conosciamo insomma una Julie diversa da quella che siamo abituati a vedere in tv o ad ascoltare in radio. Conosciamo una scrittrice, una donna, una persona che sprizza «joie de vivre» da tutti i pori e che ha saputo trovare la felicità nelle piccole cose.

Mamma originaria di Campione d’Italia e papà parigino, la nostra interlocutrice nasce a Lugano ventinove anni fa. Dopo la maturità all’Istituto Elvetico e la laurea in Scienze della comunicazione all’Usi, si specializza all’Università Cattolica di Milano («città in cui ho vissuto per sette anni») in scrittura e produzione per il cinema e la tv. Ed è proprio dalla televisione che la sua carriera comincia,…

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sull'edizione del 11.11.2022

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Flavio Riva