#Vetrina | 12/02/2024

Amos Brenn

Marina Carta

Da gennaio è capo della base Rega a Locarno, ruolo che è stato chiamato a ricoprire in vista del pensionamento, a fine aprile, di Paolo Menghetti, per 33 anni soccorritore professionista e meccanico di elicotteri Rega, di cui 21 come responsabile della base ticinese.

Un incidente in bicicletta, la corsa in ambulanza, il fascino di un mestiere che può fare la differenza. All’allora dodicenne Amos Brenn l’idea di diventare soccorritore professionista è venuta proprio a seguito di un evento traumatico trasformatosi in opportunità lavorativa. Un episodio che l’ha condotto dapprima sulle ambulanze della Croce Verde di Lugano, successivamente sugli elicotteri della Rega. Da gennaio è capo della base a Locarno, ruolo che è stato chiamato a ricoprire in vista del pensionamento, a fine aprile, di Paolo Menghetti, per 33 anni soccorritore professionista e meccanico di elicotteri Rega, di cui 21 come responsabile della base ticinese. Tra le sfide che attendono Brenn, vi è il mantenimento dell’operatività durante l’introduzione del nuovo elicottero, un «Airbus H145» tecnologicamente all’avanguardia che richiede una formazione adeguata.
«Lavoriamo nell’ufficio più bello del mondo – spiega Brenn – senza mai perdere di vista la nostra missione: fornire a chi ne fa richiesta un soccorso aereo rapido e professionale. Lo facciamo con passione e serietà, lontani dal traffico delle città, ma inevitabilmente condizionati dai capricci del meteo, determinante quando si tratta di affrontare un volo». E qui sta la grande differenza tra i due mezzi di trasporto più comuni impiegati in operazioni di soccorso: ambulanza versus elicottero, due veicoli che Brenn conosce molto bene, considerata la sua lunga esperienza professionale. Nato a Locarno nel 1988, si è trasferito a Lugano a soli 16 anni dopo le scuole dell’obbligo per frequentare l’allora scuola propedeutica di Canobbio, oggi Scuola specializzata per le professioni sanitarie e sociali. Presso la Croce Verde di Lugano ha operato prima come volontario, poi (per una decina d’anni) come soccorritore diplomato, fino ad assumere il ruolo di capo intervento regionale. La passione per la montagna e l’amore per il suo lavoro l’hanno infine convinto a candidarsi per entrare a far parte della Guardia aerea svizzera di soccorso. E finalmente, due anni fa, è ufficialmente diventato un soccorritore della Rega. «Un sogno che si è avverato» per il nostro interlocutore che, tra l’altro, era già membro attivo del Soccorso Alpino Svizzero.

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sull'edizione del 09.02.2024

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