#Vetrina | 08/12/2021

Paola Grizzetti

Paola Grizzetti nasce a Locate Varesino nel 1965 e inizia a praticare il canottaggio a 15 anni. Il suo talento è evidente e sarà fonte di grandi soddisfazioni.

di Americo Bottani

Dal 1981 al 1993 vince nove medaglie d’oro, tre argenti e altrettanti bronzi ai Campionati italiani. Nel 1982 e nel 1984 conquista due ori alla Coppa delle Nazioni; nel 1983 un bronzo ai Mondiali; nel 1984, con tre compagne, ottiene un prestigioso sesto posto ai Giochi olimpici di Los Angeles. Buon sangue non mente: le figlie Valentina, Veronica e Vittoria hanno tutte e tre gareggiato ai massimi livelli. L’ultima nata, Vittoria, ha ottenuto la medaglia d’argento ai Mondiali junior dello scorso agosto.
 
Chiusa la carriera, Paola inizia a interessarsi di canottaggio per disabili, fino ad arrivare al ruolo di commissario tecnico della nazionale italiana paralimpica. Lo ha ricoperto fino al 2013 raccogliendo grandi risultati (oro ai Gio-chi di Pechino nel 2008). Per la nazionale israeliana ha svolto la stessa funzione alle ultime due Paralimpiadi, con uno splendido argento a Tokyo 2020 vinto da Moran Samuel.
 
Dal gennaio 2016 è capo allenatrice del Club canottieri Lugano. «Fin da ragazzina – racconta Paola – ho avuto una predisposizione naturale nel prendermi cura delle persone con disabilità motorie o psichiche. Poi è capitata una brutta storia nella mia famiglia: mia sorella Donata, promessa del canottaggio negli anni ottanta, durante una gara in una fredda giornata invernale cadde in acqua. Per una somma di circostanze sfavorevoli fu salvata appena in tempo, ma riportò una trombosi; fu ricoverata a Zurigo per diverse settimane, poi a Milano. Avevo 14 anni e andavo tutti i giorni a trovarla, per darle sostegno.

Purtroppo la conseguenza di quell’incidente fu la paralisi di alcune parti del corpo. Le feci una promessa: “Io ti rimetterò in barca”». E così fu...
 
Definisce «bellissima» l’esperienza vissuta ai Giochi paralimpici di Tokyo. «Gli organizzatori ci hanno consentito di lavorare al meglio». Da 8 anni la Grizzetti è responsabile del settore para rowing della Federremo internazionale. Le abbiamo chiesto un bilancio dell’esperienza in Israele. «Più che positivo», risponde. «Sono contenta del lavoro fatto, soprattutto con la mia singolista Moran Samuel. Da quando ho potuto lavorare con lei, ossia dall’ottobre 2013, Moran è sempre riuscita a conquistare un podio in tutte le competizioni a cui ha partecipato, oltre a stabilire un primato olimpico. La soddisfazione maggiore è essere riuscita a fare squadra, cosa difficile in Israele. In generale sono piuttosto individualisti. A Tokyo ho potuto portare ben tre barche: due singoli (maschile e femminile) e un “4 con” misto». In Israele il para rowing è più conosciuto rispetto a quello dei normodotati. «Diciamo che in questo settore sono stati fatti enormi investimenti. È stata assunta una persona a tempo pieno per la ricerca dei talenti. Io ho lasciato l’incarico a olimpiadi ultimate, ma credo che proseguiranno su questa strada. In questi otto anni sono riuscita a formare due allenatori, che hanno avuto la possibilità di fare una buona esperienza. Per quanto attiene i normodotati ci sono atleti interessanti, ma purtroppo fanno fatica a decollare».

La sua presenza a Lugano è stata determinante per la crescita della società. «Con Davide Magni e mia figlia Veronica ci siamo ben organizzati, creando un organico che ci consente di gestire tutte le squadre: dai corsi di avviamento alla pre-agonistica per arrivare all’agonistica. La novità dello scorso anno è stata proprio la creazione di una pre-agonistica femminile. Siamo riusciti a portare alcune ragazze ai Campionati svizzeri di Lucerna, dove hanno ottenuto una medaglia di bronzo negli U17». A Lugano ha trovato un terreno fertile per sviluppare un buon lavoro con i giovani? «Assolutamente sì! Hanno ben recepito i miei principi che si basano su costanza e dedizione negli allenamenti. La direzione della società apprezza il lavoro che sto portando avanti con i miei più stretti collaboratori, tutti in possesso di un brevetto di G+S. Grazie alla Città possiamo inoltre disporre di una sede all’avanguardia e deposito imbarcazioni, infrastrutture che ci vengono invidiate anche da alcuni dei club più blasonati della Svizzera interna».

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sull'edizione del 01.10.2021

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Dario Rossi