#Vetrina | 23/06/2023

Phil Davson

Ivan Pedrazzi

Il nome e l’accento tradiscono le origini «british», eppure Phil Davson è a tutti gli effetti luganese. Nato e cresciuto a Londra, è arrivato sulle rive del Ceresio 35 anni fa per amore e non è più partito. Oggi è un protagonista della fotografia amatoriale

Sposato con una grigionese di Arosa, «che oltre allo schwitzerdütsch per fortuna parlava anche inglese», ora vive a Vezia. In gioventù ha lavorato per emittenti radiofoniche private dell’hinterland milanese e della fascia di confine. Nel 1992 è approdato alla Rsi, dove per 5 anni ha collaborato alla programmazione di Rete Tre. Una laurea «breve» in informatica, ottenuta per corrispondenza con ammirevole impegno e perseveranza, gli apre le porte del Dipartimento informatica dell’ente radiotelevisivo. 
La fotografia – la ragione per cui l’abbiamo avvicinato – a quell’epoca non esisteva, se non per qualche scatto fatto di fretta in vacanza o in occasioni speciali. L’interesse è cresciuto con l’avvento della digitalizzazione. «Il mio approccio al mondo della fotografia è stato puramente tecnologico, non c’era nessun’altra ambizione men che meno artistica», confessa. Però Phil è curioso, vuole sapere, conoscere, approfondire… Un corso per adulti è quel che serve: si iscrive alle lezioni di fotografia per principianti di Michou Manzolini, dove apprende i rudimenti, matura le prime esperienze, impara le regole di un nuovo linguaggio espressivo. La passione cresce e nel 2013 si fa socio del FotoClubLugano: «Volevo confrontare le mie conoscenze con quelle di altri appassionati, mostrare ciò che sapevo fare, insomma mettermi alla prova e imparare. Partecipando alle attività del club, ho inoltre avuto la possibilità di essere presente sul territorio con la mia macchina fotografica e avere di conseguenza maggiore visibilità»…

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sull'edizione del 23.06.2023

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Amos Brenn