Tra i boschi e i panorami del Monte San Giorgio, dove è nata e cresciuta, ha preso forma una passione destinata a trasformarsi in professione. Le passeggiate con il nonno, la curiosità per ciò che la circondava hanno alimentato fin da bambina un rapporto profondo con la natura, diventato negli anni una vera e propria scelta di vita. Classe 1994, da cinque anni Sofia Cereghetti risiede a Savosa. Questo mese è diventata ufficialmente la nuova responsabile di Wwf Svizzera italiana. Un ruolo ripreso da Francesco Maggi, che interpreta con entusiasmo, competenza e un’idea chiara: affrontare le sfide ambientali puntando sul dialogo, sulla concretezza e sul benessere delle persone. Dopo gli studi nel Mendrisiotto, Sofia ha intrapreso un percorso universitario in storia e geografia a Neuchâtel. Ha quindi deciso di seguire gli interessi che più l’appassionavano – la geografia e le scienze naturali – scegliendo per la sua specializzazione l’Università di Copenaghen, dove ha conseguito un master in Scienze dei cambiamenti climatici. «Quello danese», spiega, «costituiva uno dei pochi percorsi interdisciplinari dedicati alla tematica ecologista. Cercavo un approccio che unisse la comprensione scientifica dei cambiamenti climatici alle possibili soluzioni».
Dopo due anni e mezzo, la nostalgia per le montagne, il clima e le persone, unitamente al desiderio di riportare le competenze acquisite sul territorio natìo, l’hanno convinta a rientrare in Ticino. Per la sua tesi di master, dedicata agli effetti dei cambiamenti climatici sulla viticoltura biologica e alle possibili strategie di adattamento, ha collaborato con un’azienda vitivinicola di Arogno.
Sono seguite diverse esperienze professionali presso varie realtà: dall’Istituto di sostenibilità applicata all’ambiente costruito della Supsi all’associazione GreenUp, da un ufficio che si occupa di pianificazione urbana fino a uno studio di ingegneria specializzato in progetti di adattamento ai cambiamenti climatici. «Poi, quando si è presentata l’opportunità di lavorare per Wwf non ci ho pensato due volte».
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