#Vetrina | 09/12/2021

Simone Tocchetti

«Il vero committente è l’edificio e bisogna fare di tutto per assecondarlo, specie quando si tratta di grandi cantieri pubblici»

di Americo Bottani

Simone Tocchetti è un affermato architetto. Lo stanno a dimostrare le molteplici realizzazioni portate a termine. Ultima in ordine di tempo, il Campus universitario di Viganello, ubicato sulla proprietà ex-Campari e inaugurato lo scorso febbraio.

Simone nasce a Sorengo il 31 gennaio 1980 e cresce ad Aranno, frequentando le scuole dell’obbligo a Vernate e Agno. Nel 1997 intraprende gli studi alla Supsi, dove si diploma in ingegneria civile prima di iscriversi al Politecnico di Zurigo. All’Eth ottiene la laurea con un progetto relativo all’ampliamento dell’Università di Zurigo lungo la Rämistrasse. 

Durante gli studi frequenta la Scuola sottufficiali ed è attivo come capocantiere alla galleria per la circonvallazione di Aarburg. In seguito si reca a Chicago, dove collabora quale progettista presso lo studio Skidmore, Owings & Merrill. Durante questo periodo ha l’occasione di sviluppare il suo interesse per i grattacieli, affrontando oltre al progetto architettonico anche gli aspetti strutturali.

Seguono diverse altre esperienze presso studi, aziende e al Politecnico di Losanna. Apre il proprio studio di architettura e ingegneria civile a Zurigo in collaborazione con Luca Pessina (dal 2015 con una succursale a Lugano), partecipando a diversi concorsi. Si aggiudica il mandato per la costruzione della nuova centrale di allarme della Polizia cantonale e guardie di confine a Bellinzona (2018) nonché, come detto, del Campus Est di Viganello. È stato membro di giuria in numerosi concorsi di architettura, nel 2017 è entrato nel comitato centrale della Società svizzera ingegneri e architetti (Sia) e dal 2019 insegna progettazione architettonica alla Supsi.

In gioventù, Simone è stato pure un eccellente canottiere in seno al club di Lugano. «Ho bellissimi ricordi legati all’ambiente agonistico, alla natura che faceva da sfondo agli allenamenti e alle gare e all’atmosfera che si respirava nella società». Non sono mancati buoni risultati... «Se la memoria non mi inganna, ho ottenuto il terzo rango ai Campionati svizzeri juniores con Cristian Finale, il primo ai Campionati svizzeri seniori B in due senza con Raffaele Alberti, una medaglia d’oro e una d’argento con l’otto della nazionale alla Coppa della gioventù».

Sui fattori che hanno maggiormente contribuito alla sua formazione professionale, Simone non ha dubbi: «I miei genitori, che hanno sempre insistito e mi hanno sostenuto anche quando non brillavo particolarmente. Poi, durante il percorso al Poli, ho capito che la mia vera vocazione era l’architettura e non l’ingegneria; ho cambiato facoltà e i risultati non si sono fatti attendere».

Interessante il pensiero di Tocchetti sul concetto della formazione del progetto in generale. «L’architetto deve avere la necessaria personalità (o determinazione) per far capire al fruitore dell’oggetto la bontà dei contenuti da lui elaborati. Devo la mia grinta e la tenacia al mio maestro Eraldo Consolascio: il vero committente, a suo dire, è l’edificio e bisogna fare di tutto per assecondarlo, soprattutto quando si tratta di grandi cantieri pubblici, dove il committente non è l’utente finale ma solo l’interlocutore».

Per Simone il progetto del Campus universitario di Viganello rappresenta un trampolino di lancio e non un traguardo della sua carriera professionale. «Quale direttore dell’intero team di progettazione, posso affermare che è stata un’esperienza incredibile per un professionista che ha appena compiuto 40 anni. Sviluppare un progetto di queste dimensioni mi ha permesso di confrontarmi con molti piaceri, momenti difficili e tante notti insonne. Ma lo rifarei subito!».

Al termine dei lavori, giustamente e con particolare fierezza, Simone ama definirsi un vero e proprio «direttore d’orchestra». Come dargli torto?

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sull'edizione del 19.11.2021

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Dario Rossi