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Albert Wyssmann

Emanuela Bottoni

Da trent’anni promuove progetti umanitari in Guinea: «Quando fai del bene a qualcuno, lo fai anche a te stesso».

Esistono ancora persone speciali e Albert Wyssmann è sicuramente una di queste. Te ne accorgi subito: gentile, modesto, rispettoso, altruista, organizzato, determinato, affidabile, basta che ti stringa la mano e hai la garanzia che manterrà la parola data. Nato a Zurigo 88 anni fa, si è sposato, ha avuto tre figlie e dal 1970 abita a Porza. Di formazione infermiere, ha lavorato come istruttore nelle truppe sanitarie svizzere e poi come capo missione per la Croce Rossa Internazionale, viaggiando soprattutto in vari Stati africani. Negli ultimi anni della sua carriera ha conosciuto in particolare la Repubblica di Guinea ed è stato amore a prima vista.
«Tutto è cominciato agli inizi del 1990, quando sono stato incaricato di occuparmi dei rifugiati provenienti da Sierra Leone e Liberia, nazioni confinanti colpite da feroci guerre civili. Ho contribuito alla formazione di oltre 400 soccorritori locali, in modo che fossero in grado di accoglierli e assisterli con competenza. È così che nel 1993 a Nzérékoré è nata la prima sede nazionale della Croce Rossa, che ancora oggi coordina azioni umanitarie e istruisce giovani nelle cure a domicilio».

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sull'edizione del 17.04.2026

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