#Vetrina | 03/02/2022

Mattia Keller

di Marina Carta

Mattia Keller (classe 1974) è il nuovo direttore di Migros Ticino. Classe 1974, è il successore di Lorenzo Emma. Conosciamo un uomo dalle mille passioni, che ha fatto carriera partendo dalla gavetta.

Il cognome non tragga in inganno, perché Mattia Keller (classe 1974) è ticinesissimo. La sua famiglia si stabilì infatti nel nostro cantone alla fine dell’Ottocento. «Amo e rispetto il nostro territorio e la nostra gente e, benché gli interessi e le circostanze della vita mi abbiano portato a vivere per diversi anni oltre Gottardo, non ho mai rinnegato le mie origini. Anzi, ho sempre cullato il desiderio di tornare a casa e quando l’opportunità si è presentata, l’ho colta al volo». Un’opportunità offertagli dai vertici di Migros Ticino, alla ricerca di un successore di Lorenzo Emma, passato al beneficio della pensione dopo oltre 19 anni alla guida dell’azienda. Dal mese di ottobre è lui il nuovo direttore della Cooperativa.

Nato e cresciuto a Maroggia, Mattia Keller ha frequentato le scuole medie a Riva San Vitale, il collegio a Svitto e l’università a Zurigo, laureandosi in economia. Vanta un’importante esperienza dirigenziale, parla correntemente italiano, tedesco e francese, ma si esprime anche in inglese e, naturalmente, in dialetto. Ciò che lo rende l’uomo giusto al posto giusto: «Spero di sì, ma lo scopriremo solo col tempo», afferma sorridendo.
Alla grande distribuzione è arrivato per caso. Terminati gli studi, ha frequentato l’accademia militare presso l’ETH di Zurigo e intrapreso un’importante carriera nell’esercito svizzero: è stato ufficiale in seno alle forze aeree, più precisamente nella contraerea, comandante di battaglione. Nel 2007 ha parzialmente abbandonato la divisa per rientrare in Ticino, dove lo attendeva un nuovo impiego come direttore dell’Unione Farmaceutica. «Fino al 2017, dopo l’acquisizione della società da parte del gruppo Galenica, mi sono occupato della riorganizzazione aziendale. Facevamo commercio all’ingrosso ed è forse stato questo il mio primo approccio col mondo della distribuzione. Lavoravo a stretto contatto con i colleghi della Svizzera interna e questo mi ha permesso di allargare la mia rete di contatti». Tanto che nel 2014 è diventato responsabile vendite di Galexis Ag – azienda anch’essa facente parte di Galenica – e nel 2017 direttore di Amavita Svizzera.

Entra in Migros dopo aver seguito un programma d’introduzione. «Ho visitato ogni filiale del Cantone e conosciuto tutte le varie sfaccettature della Cooperativa: la logistica, i supermercati, i negozi specializzati Migros, la Scuola club, il Percento culturale… Sono entrato in un mondo, che non è fatto solo di vendita e affari. Migros Ticino vive, lavora, investe, paga le tasse nel nostro Cantone e continuerà a farlo per il benessere di tutti». Diverse le sfide che lo attendono: «Fronteggiare la concorrenza transfrontaliera, rinnovare e rendere più capillare la rete di vendita, adattare le superfici alle nuove tecnologie e alle mutate abitudini (a causa del covid) della clientela, ecc. Di lavoro da fare ce n’è insomma davvero tanto, ma sono pronto e motivato più che mai». Il suo motto? «Solo migliorando, possiamo stare bene!».

Sposato con Sara e papà di Alice e Martina, rispettivamente di 12 e 14 anni, Keller vive ad Arogno. Cerca di trascorrere il tempo libero in famiglia e nella natura. «Organizzo per esempio delle passeggiate sulle nostre montagne o lunghi fine settimana alla scoperta delle più belle città europee. Sono, queste, occasioni preziose per stare insieme». Fa parte del gruppo «Amici dell’alpe di Arogno», «con il quale pianifichiamo delle giornate di pulizia» e si dedica anche all’attività venatoria: «Una passione, quella per la caccia, ereditata dalla mia famiglia». Del suo passato nell’esercito è invece rimasto l’interesse per l’aviazione. «Leggo riviste specializzate e quando riesco partecipo ai meeting aerei più importanti». Di recente ha infine riscoperto un amore alquanto curioso: «Ho una piccola collezione di coltelli dal mondo, acquistati in passato durante viaggi di piacere. Con la pandemia, dovendo rinunciare agli spostamenti, ho deciso di frequentare un corso per imparare a forgiarli da solo, dalla A alla zeta». Per quanto riguarda il carattere, quello invece se l’è forgiato sul campo, perché nessun corso vale quanto la gavetta.

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sull'edizione del 04.02.2022

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