Negli ultimi mesi ad Arogno si sono svolti diversi momenti di incontro, tra cui il pranzo degli anziani, le attività della Regione solidale Arogno (Rsa) e due presentazioni ufficiali dell’Archivio della memoria (Adma), di cui si vogliono rilanciare le attività. Con un duplice scopo: salvaguardare il patrimonio storico locale e coinvolgere le persone, in particolare gli anziani, stimolando il senso di appartenenza. Questi appuntamenti hanno dimostrato la vitalità della comunità e confermato l’interesse della popolazione per il territorio, la sua storia e le sue tradizioni. «Da questo confronto – rileva il municipale Joy Cometta, responsabile del Dicastero socialità, cultura e tempo libero, energia – è emersa la volontà di ridefinire l’obiettivo principale dell’Archivio della memoria: rendere il materiale accessibile a tutti e garantirne la conservazione in formato digitale».
L’Archivio nasce nel 2006 su iniziativa del Municipio e dell’antropologa Veronica Carmine, con Paola Delco e Zarina Armari Quadroni e il sostegno di Memoriav e della Fonoteca Nazionale Svizzera, dove il materiale raccolto (interviste, foto e schede) è depositato. «L’intenzione ora è di riprendere il lavoro, con l’obiettivo di ricostruire le parti mancanti, identificare le persone nelle foto e rendere il materiale più accessibile», aggiunge Cometta.
I lavori sono ufficialmente iniziati martedì 24 marzo in Sala Vanini, con la creazione di due gruppi operativi. Il primo si occuperà della ricostruzione, riattivazione e implementazione del progetto Adma 2006, lavorando su fotografie e interviste che coprono il periodo dall’inizio del Novecento fino al 1960. Il secondo sarà invece dedicato alla memoria contemporanea e inclusiva dei nuovi abitanti, con un approccio più leggero e in parte autogestito.
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