A Torricella un castello di tradizioni

Il profumo del pane appena sfornato, il crepitio del forno a legna, il lavoro delle mani che impastano farina di castagne e segale. Tutto sarà presto realtà al Castello Trefogli, il complesso storico-architettonico iscritto dal 2025 nell’elenco dei beni cantonali protetti.

Qui, dove il tempo sembra essersi fermato tra residenze secolari, stabili agricoli, vigneto e castagneti, prende forma un progetto ambizioso: far rivivere il patrimonio attraverso la cultura e le tradizioni, vecchie e nuove.

La storia del complesso Trefogli è quella di una dinastia di artisti, architetti ed emigranti di successo. Fra di loro emergono: Domenico Trefogli (1675-1759), nato proprio fra queste mura, che emigrò giovane a Imola dove divenne uno dei più importanti architetti degli edifici barocchi, sacri e civili, della città settecentesca; suo nipote Marco Antonio Trefogli (1782-1854), pittore-decoratore a cavallo fra Bologna e la casa reale di Torino, che impreziosì gli interni della dimora torricellese con un raffinato gusto neoclassico; e il figlio di quest’ultimo, Michele (1838-1928), architetto affermato in Perù, che trasformò radicalmente la proprietà di Torricella in una villa signorile, nota appunto come il Castello Trefogli. Tra il 1903 e il 1906, eresse l’iconica torretta visibile da lontano e commissionò opere di pregio, come i dipinti della «Sala della Caccia» realizzati da Luigi Faini. Un patrimonio che comprende non solo la villa storica, ma anche l’intero spazio rurale con i suoi orti, il parco, i camminamenti, i vigneti e i castagneti secolari.