Capitale culturale 2030. Lugano ci crede e con Locarno e Mendrisio presenta una candidatura forte, credibile e inclusiva. In gara ci sono anche Thun, Aarau e Bellinzona. La giuria del concorso sarà presto in Ticino per incontrare i promotori e valutare l’offerta. Il verdetto sarà emesso il 4 giugno. Una scadenza che Lugano, Locarno e Mendrisio non staranno ad aspettare in modo passivo. L’intenzione è anzi di uscire sul territorio per far conoscere l’iniziativa, spiegarne le ragioni e i contenuti, coinvolgere, raccogliere stimoli e creare consenso. L’idea è di mobilitare persone, enti e risorse, per dare peso e sostanza a un progetto i cui benefici, in caso di successo, saranno estesi e di lunga durata. Non solo i diretti interessati, ossia gli operatori culturali, anche il turismo, l’economia e le istituzioni ne beneficeranno. Parola di Franco Bianchini, esperto di politiche culturali e rigenerazione urbana, che ha aperto la mattinata presentando le esperienze di centri urbani che in passato sono stati riconosciuti capitali culturali.
Ne sono convinti anche i relatori intervenuti, sabato 28 febbraio all’Usi, al primo dei tre incontri (altri due seguiranno in aprile a Locarno e Mendrisio) voluti per informare l’opinione pubblica, favorire la partecipazione e creare un coinvolgimento dal basso. La stessa Università della Svizzera italiana è felice di dare il proprio contributo. «Faremo la nostra parte», hanno dichiarato Monica Duca Widmer, presidente del Consiglio, e il rettore ad interim Gabriele Balbi, «sia in termini di sostegno alla candidatura, sia di messa in comune di strutture e competenze». L’Usi vede nella Capitale della cultura anche uno strumento per ancorarsi al territorio e si impegna a motivare i giovani. Lorenzo Erroi, responsabile del Dipartimento cultura e società della Rsi, ha confermato l’interesse dell’ente radiotelevisivo, sempre presente laddove pulsa la vita culturale. Negli stessi termini si è espresso il direttore del Corriere del Ticino, Paride Pelli.
Di opportunità hanno parlato tre professionisti che animano la vita culturale locale: Mara Travella, direttrice artistica della Casa della Letteratura; la creatrice indipendente Cristina Galbiati, co-presidente di t. Professioni dello spettacolo Svizzera; e il musicista Fabio Pinto, delegato di Sonart per la Svizzera italiana. Luigi Di Corato, direttore della Divisione cultura della Città di Lugano, in prima linea nell’elaborazione del dossier di candidatura, ha rivelato che i sostenitori sono già un’ottantina e che l’obiettivo è raccogliere 13 milioni di franchi tra enti pubblici, mecenati e sponsor privati.
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