Il presidente Fabio Casgnola ha ribadito la missione dell’associazione: «promuovere una piena partecipazione delle persone con disabilità visiva alla vita sociale e professionale». Un obiettivo che si traduce nell’impegno quotidiano di volontari e professionisti, oltre che nella sensibilizzazione sul tema della disabilità visiva. Il sindaco di Lugano Michele Foletti ne ha riconosciuto l’impegno «attraverso una rete di supporto fatta di strutture, servizi, competenze e collaborazioni».
Ci vediamo dopo
Accanto al Gruppo ticinese sportivi ciechi e ipovedenti (Gtsc), che celebra a sua volta i 50 anni di attività, Unitas ha presentato una nuova collaborazione con Radio Gwendalyn di Chiasso. Riconosciuta dal 2025 come radio complementare del servizio pubblico svizzero, l’emittente «dà voce a chi è meno rappresentato nei media», spiega Andrea Palamara, sottolineando come la disabilità visiva rientri nel mandato. Da qui nasce la rubrica «Ci vediamo dopo», in onda dal 28 aprile e realizzata da una redazione mista che coinvolge sia l’emittente sia Unitas. Il programma propone racconti accessibili e trasversali, inserendo la disabilità visiva in un dialogo più ampio. «Una collaborazione molto preziosa – secondo il direttore di Unitas, Gian Luca Cantarelli – anche per rafforzare i legami sul territorio».
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