Musica per tutti con Superar Lugano!

«Rendere la musica accessibile a tutti, indipendentemente dalla provenienza o dalle possibilità economiche delle famiglie». Superar Lugano avvicina i ragazzi alla musica, tramite la propria scuola o andando nelle classi. Il direttore Carlo Taffuri traccia un bilancio dell’esperienza e annuncia un concerto sull’asse Lugano-Argentina.

Arrivando alle scuole elementari di Cassarate, già da lontano si percepisce qualcosa di speciale: note di violino, risate di bambini, il suono profondo del contrabbasso che si mescola a voci allegre. Entrando negli spazi che ogni sabato e mercoledì ospitano le lezioni di Superar Lugano, ci si trova immersi in un’atmosfera che difficilmente si dimentica. Bambini di ogni età maneggiano con naturalezza strumenti ad arco. 
Ad accoglierci è Carlo Taffuri, violinista, didatta e direttore d’orchestra, che da quasi undici anni guida Superar Lugano con una passione contagiosa. «Quando nel 2015 abbiamo inaugurato la prima storica sede presso le ex scuole elementari di Viganello, avevamo un sogno: rendere la musica accessibile a tutti i bambini, indipendentemente dalla loro provenienza o dalle possibilità economiche delle famiglie. In Svizzera esiste un’ottima rete di scuole di musica, ma per tante famiglie rappresenta un costo insostenibile. Superar ribalta questa logica: qui tutto è gratuito, dalle lezioni agli strumenti forniti in comodato d’uso».

Un metodo che va oltre la musica
Il metodo Superar si basa su tre pilastri. Il primo è l’intensità: le lezioni si svolgono almeno due volte a settimana, con una frequenza che permette ai bambini di progredire rapidamente e sviluppare un vero senso di appartenenza alla comunità musicale. «Non sono lezioni individuali, ma esclusivamente di gruppo e in orchestra», sottolinea il direttore.
Il secondo pilastro è la performance regolare. «Ogni anno organizziamo almeno una decina di concerti, alcuni in sedi prestigiose come il Lac di Lugano o la Tonhalle di Zurigo. Per questi bambini, molti dei quali provengono da contesti socialmente svantaggiati, salire su un palcoscenico professionale è un’esperienza trasformativa»
Il terzo è la diversità come ricchezza. «Nelle nostre orchestre si parlano moltissime lingue diverse. Ci sono figli di migranti accanto a ragazzi svizzeri, bambini con situazioni familiari complesse accanto ad altri più fortunati. Ma quando suonano insieme, queste differenze scompaiono. La musica diventa davvero un linguaggio universale».