#Vetrina | 05/04/2022

Dario Rossi

di Marina Carta

Conosciamo questa settimana il quarantottenne imprenditore di Lugano attivo nel settore delle onoranze funebri. Si ritiene fortunato, malgrado una condizione della quale, chiacchierando con lui, non ci si accorge: è nato sordo.

«Sono stato fortunato! Ho frequentato la scuola pubblica, avuto tanti amici e potuto seguire i miei interessi senza se e senza ma». Come tanti di noi – vien da pensare ritenendo quasi scontata la sua affermazione – ma all’inizio della nostra chiacchierata non conoscevamo ancora un dettaglio rilevante della sua vita. Un’informazione di non poco conto, che conferisce tutt’altro valore alle sue frasi. «Sono nato sordo, perché mia madre ha avuto la rosolia durante la gravidanza – aggiunge infatti subito dopo – e malgrado ciò sono riuscito ad avere una vita “normale”».
Dario Rossi, quarantottenne imprenditore di Lugano attivo nel settore delle onoranze funebri, parla con noi con facilità e naturalezza. Non ci si accorge della sua condizione a meno che non sia lui stesso a tirare fuori l’argomento e, quando lo fa, una domanda sorge spontanea: come ci riesce? «Oggi per me è naturale ascoltare, capire, interagire con il prossimo, ma il percorso che ho affrontato per raggiungere l’indipendenza comunicativa non è stato facile». Ricorda molto bene le ore passate a fare esercizi per imparare a tradurre le vibrazioni in concetti e a leggere il movimento labiale delle persone. Ed è tuttora grato ai suoi genitori, che fin dalla tenera età hanno insistito affinché riuscisse a cavarsela da solo.

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sull'edizione del 01.04.2022

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