#Vetrina | 04/01/2022

Tiziano Bonoli

Tiziano Bonoli, di Breganzona, si occupa di mobilità sin dalla conclusione degli studi in geografia a Losanna. A capo dell’Ufficio cantonale della mobilità lenta e del supporto, affronta problematiche legate al traffico.

di Ivan Pedrazzi

Da una decina d’anni Tiziano Bonoli ha a che fare con la mobilità, materia che lo impegna sul piano professionale sin dalla conclusione degli studi in geografia all’università di Losanna, con crescenti implicazioni e responsabilità. Ha cominciato con uno stage svolto nel 2011 presso lo Schéma directeur de l’Ouest lausannois, ufficio intercomunale, nel Canton Vaud, dove fresco di laurea in Geoscienze e ambiente ha visto per la prima volta applicate alla realtà teorie e concetti legati alla mobilità e alla pianificazione del territorio. Esperienza positiva e gratificante, che il 35.enne di Breganzona, dove abita con la famiglia, ha potuto ulteriormente ampliare e approfondire nel ruolo di collaboratore scientifico ricoperto ininterrottamente dalla fine del 2011 al 2019 presso l’Ufficio cantonale della pianificazione e della tecnica del traffico a Bellinzona. Arricchente è stata anche la successiva occupazione, che ha offerto a Tiziano Bonoli la possibilità di conoscere la questione dal punto di vista del privato: assunto dalla Comal.ch Sa, ha partecipato per un paio d’anni alle attività della nascente filiale luganese della società di consulenza. «Ho seguito diversi progetti, tra i quali Smisto (Sviluppo mobilità integrata e sostenibile Ticino-Lombardia), tuttora in corso nell’ambito della ricerca di soluzioni innovative per gli spostamenti della manodopera frontaliera». Sono figli di questa strategia i posteggi di car pooling creati oltre frontiera, nuovi collegamenti bus a cavallo del confine e altri provvedimenti messi in atto congiuntamente dal Canton Ticino e dalla Regione Lombardia, per convincere sempre più frontalieri a rinunciare all’auto. Con questa ulteriore esperienza nel proprio bagaglio, Bonoli è ora rientrato nei ranghi dell’Amministrazione cantonale come responsabile dell’Ufficio della mobilità lenta e del supporto. Un treno che non poteva lasciarsi scappare: «Il tema mi appassiona e desideravo progredire sul piano professionale, assumendo una posizione dirigenziale».

In carica dalla scorsa estate, Bonoli a Bellinzona (dove si reca in treno e bici) ha ritrovato alcuni dei colleghi che aveva lasciato nel 2019, ma anche una struttura più articolata e nuove mansioni oltre a quelle che già conosceva e legate in particolare alla mobilità lenta e aziendale, al monitoraggio del traffico e alla politica cantonale dello stazionamento. L’ufficio autorizza anche l’esercizio degli impianti a fune sottoposti a concessione cantonale e verifica le caratteristiche dei parcheggi nelle procedure edilizie; «Una moltitudine di aspetti, che se da un lato costituisce indubbiamente una sfida interessante dall’altro rappresenta una difficoltà».

Le pratiche che arrivano sul tavolo dei 7 collaboratori sono soprattutto burocratiche: «Vigiliamo affinché l’allestimento dei progetti e l’esecuzione delle opere siano conformi alle leggi e alle strategie. Un certo margine di manovra ci è però consentito sul piano politico, dove possiamo giocare un ruolo propositivo specie nell’ambito della mobilità lenta, in grande espansione». I dati non mentono: se nel 2012 la rete ciclabile regionale segnalata misurava 280 chilometri, oggi siamo a 370 con la prospettiva di sfiorare i 600 entro il 2030. Abituato in ambito professionale a pensare in grande, in privato prevale la dimensione locale. Contrariamente al papà Ignazio e al nonno Osvaldo, entrambi sindaci dell’allora Comune di Breganzona, Tiziano Bonoli non ha mai occupato cariche politiche. È però presente e attivo a titolo volontario come membro di ViviBreganzona, associazione costituita dopo la fusione con Lugano per coordinare e aiutare la dozzina di società che operano nel quartiere, contribuendo a mantenerne vivo lo spirito e l’identità locale.

Impegnato nel settore dei trasporti sin dalla conclusione degli studi a Losanna, è ora a capo dell’Ufficio cantonale della mobilità lenta e del supporto.