La spada iridata di Michele Niggeler

Piergiorgio Giambonini

Quantità e qualità accompagnano a braccetto un sacco di società sportive e per molte di loro significano prestazioni e risultati di livello internazionale. Lo testimoniano i racconti proposti nella rubrica «La Lugano che vince», che in questa puntata parla della scherma, di cui Michele Niggeler è stato (con Isabella Tarchini) ambasciatore.

«Il papà è svizzero, la mamma italiana, e lui abita di base a Bergamo: ma per Michele Niggeler, classe 1992, la scherma è assolutamente… rossocrociata», scrivevo qualche anno fa in un ritratto che gli avevo dedicato sul portale della Rsi. Ripensandoci oggi, avrei fatto bene ad aggiungere un secondo aggettivo, ovvero iridata. Rossocrociata e iridata: già, perché il portacolori di Lugano Scherma non solo ha scelto e onorato i colori elvetici, ma ha pure contribuito a portarli tanto in alto quanto non lo erano mai stati come team, né sarebbero poi tornati ad essere, ovvero sul tetto del mondo. Ingegnere meccanico laureatosi al Politecnico di Milano, Niggeler è salito infatti tre volte consecutive sul podio mondiale della spada a squadre, mettendosi al collo dapprima una medaglia d’argento nel 2017 a Lipsia, poi quella d’oro l’anno successivo in Cina e infine quella di bronzo nel 2019 a Budapest. 
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sull'edizione del 25.09.2026

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