A Medeglia si fa spazio all’esercito

Aurelio Scerpella

Con l’insediamento a Isone della caserma dei granatieri, verso la metà degli anni sessanta si rese necessario l’allargamento della strada. Operazione dolorosa, che ha comportato il sacrificio di diversi stabili, ma anche offerto qualche opportunità.

Eravamo alla metà degli anni sessanta del secolo scorso, quando maturò la decisione di trasferire la Scuola reclute dei granatieri a Isone. A Losone, causa la carenza di piazze di tiro confacenti e discoste dagli abitati, non era più tollerata. 
L’autorità militare aveva già acquistato da privati isonesi parte del sedime adibito alla costruzione della caserma. La Confederazione era favorita dalla transumanza, che imponeva agli allevatori della valle di estendere le loro proprietà a Camorino, Sant’Antonino e Cadenazzo. Vendendo i terreni a Isone, potevano reinvestire nei Comuni più vicini a Bellinzona. 
Favorevole all’operazione, il Cantone si era impegnato ad allargare la strada Bironico-Isone fino a 6 metri. Nel biennio 1968-1969 si procedette a tre interventi di peso nel nucleo di Bironico, nella frazione di Drossa a Medeglia e in località Medeglia Chiesa. 
Per inciso, va detto che in quegli anni il Ticino era confrontato con l’aumento esponenziale dei veicoli. La rete stradale di fine Ottocento doveva essere adeguata per facilitare il transito. Il Gran Consiglio stanziava ingenti crediti per le correzioni stradali. 
In quegli anni, alcune ferrovie regionali furono dismesse e al posto dei binari furono tracciate circonvallazioni, come in Valle Maggia, in Val di Blenio e nella Valle del Cassarate, con l’abbandono del «tram» in servizio sulle linee Lugano-Tesserete e Lugano-Cadro-Dino.