Il quaderno «Un sogno… un segno - 75 anni di presenza viva del carisma orionino» di Arcangelo Campagna ripercorre la storia, ricorda persone, mette a fuoco obiettivi, getta uno sguardo al futuro. Parla naturalmente anche di don Luigi Orione (1872-1940), sacerdote e fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza. Fin dalla giovinezza dedica la propria vita ai poveri, ai giovani, agli emarginati, fondando oratori, collegi, ricoveri, iniziative assistenziali. Convinto che «il nostro pulpito sono le opere di carità» e «solo la carità di Cristo salverà il mondo», sa unire fede, fedeltà al papa e alla chiesa, azione concreta e fiducia incrollabile nella Provvidenza.
La sua Opera giunge in Ticino grazie al vescovo Angelo Jelmini, «uomo di profonda sensibilità pastorale e attento osservatore delle esigenze sociali del Cantone. Egli comprende che il problema della disabilità mentale infantile non può essere affrontato con interventi occasionali, ma richiede un’opera stabile, capace di integrarsi nel sistema assistenziale, mantenendo una chiara identità educativa». Il 14 marzo 1951 monsignor Jelmini consegna la villa di Lopagno a don Carlo Pensa, successore di don Orione. L’inaugurazione ufficiale avviene un anno dopo, con alla direzione don Lino Negri, affiancato dalle Piccole Suore Missionarie della Carità. «I primi ospiti sono otto bambini con deficit intellettivi importanti, bisognosi di attenzioni personali continue e di metodi educativi specifici».
Oggi a Lopagno vivono invece trenta persone e l’istituto è gestito dalla Fondazione San Gottardo, che nel 2009 è subentrata all’Opera don Orione. Un cambiamento dovuto a modifiche legislative, accresciute necessità specialistiche in ambito di formazione e preparazione dei collaboratori, oltre che a un calo di vocazioni sacerdotali anche nella congregazione. Restando in tema di anniversari, la San Gottardo si appresta a sua volta a festeggiare un compleanno, il trentesimo, il 9 maggio.
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