La cronaca evidenzia quanto numerosi furono i tentativi dell’uomo di utilizzare la spinta dell’aria per muovere delle macchine. Sin dai tempi remoti i navigatori avevano sfruttato il vento per spingere le imbarcazioni e da sempre gli umani hanno escogitato i più diversi congegni per muoversi sfruttando questo aiuto.
Sul lago di Lugano, all’ inizio del secolo scorso, un forzuto si convinse di riuscire a muovere una barca con la sola spinta del fiato dei suoi possenti polmoni. Fattosi legare strettamente con numerose corde su un’imbarcazione, iniziò a soffiare con tutta la forza, incoraggiato dalla folla che si era radunata sul lungolago per assistere all’esperimento. Il fallimento dell’impresa fu sottolineato dall’esclamazione di un bambino che esclamò ad alta voce: «Varda, pà, un salàm in barca!».
Nei primi anni del secolo scorso fiorirono le iniziative dei pionieri per sollevarsi da terra e librarsi nell’aria. Sfidando la precarietà dei paracadute di allora, giudicati poco affidabili dai piloti stessi, alcuni ardimentosi si produssero in numeri audaci gettandosi dai primi traballanti aerei, addirittura a testa in giù. Ignorando la catastrofica prova fornita dal lancio di tre soldati tedeschi accompagnati in Svizzera da Hermann Göring, fallita per due uomini su tre.
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