Gelata d’altri tempi sul golfo di Ponte Tresa

Marco Boschetti

Chi visse quell’evento lo ricorda bene! L’inverno 1962-1963 non fu come gli altri. Il freddo arrivò presto, deciso, e non lasciò la morsa per settimane. Il cielo era basso e grigio e il gelo s’insinuava ovunque, tanto che alcune zone riparate del golfo di Ponte Tresa si ricoprirono di ghiaccio.

Insomma, fu un inverno eccezionale in tutta l’Europa. Secondo MeteoSvizzera, in vaste aree del continente si registrarono temperature fuori dall’ordinario: in Svezia il termometro scese fino a -43 °C. Anche in Svizzera il freddo scrisse una pagina di storia. Laghi che normalmente non gelano si trasformarono in vaste superfici di ghiaccio. Sul lago di Costanza e sul lago di Zurigo si poteva camminare sull’acqua gelata, un evento rarissimo noto con il nome di Seegfrörnen, ancora oggi ricordato e raccontato. 
La causa di quel gelo prolungato fu un persistente afflusso di aria polare continentale da nord-est, che mantenne le temperature molto al di sotto della media stagionale per diverse settimane. Oggi, alla luce del cambiamento climatico, fenomeni di questo tipo sono diventati sempre più rari. 
Anche nel Malcantone si sentì tutta la durezza di quell’inverno. Sebbene nella regione non vi fossero stazioni di misurazione di MeteoSvizzera, le ricostruzioni indicano che nel gennaio 1963 le temperature scesero fino a -14 °C. Il freddo arrivò a tal punto da toccare persino il lago nel golfo di Lavena-Ponte Tresa. Nelle zone più riparate, vicino alla riva, la superficie dell’acqua si ricoprì di ghiaccio. Uno spettacolo insolito, quasi irreale, che rimase impresso nella memoria di chi lo vide. Qualcuno si spinse a camminare sulle superfici ghiacciate o ad attraversarle in bicicletta, come testimoniano le immagini dell’epoca. MeteoSvizzera ricorda che negli ultimi 150 anni la Svizzera si è riscaldata in media di circa 2 °C e che le grandi ondate di freddo sono diventate sempre meno frequenti. I laghi, inoltre, reagiscono in modo diverso alle basse temperature: più un lago è profondo, maggiore è il freddo necessario perché possa gelare. Questo perché l’intera massa d’acqua deve prima raffreddarsi fino a circa 4 °C, prima che il gelo possa interessare la superficie. 
Prima dell’inverno del 1962/63, la storia climatica svizzera aveva già conosciuto altri inverni particolarmente rigidi. A intervalli irregolari, nel corso dei secoli, il gelo aveva nuovamente stretto i laghi, lasciando tracce nei racconti e nelle cronache. Tuttavia, con il marcato aumento delle temperature invernali degli ultimi decenni, questi eventi appartengono ormai quasi esclusivamente al passato. 
Fu dunque un inverno che segnò un’epoca. E per chi lo ha vissuto, resta ancora oggi un riferimento, un paragone, una storia da raccontare.