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Uno studio di Ponte Capriasca premiato per il suo villaggio a misura d’anziano

Il Laboratorio dell’ingegneria dello sviluppo ha elaborato un progetto per contrastare l’emarginazione della terzà età nelle regioni periferiche.

Non era mai capitato che un progetto ticinese fosse premiato all’Eulen Award, organizzato dalla Fondazione generationplus. Quest’anno il concorso nazionale che promuove la qualità di vita delle persone anziane ha invece riconosciuto il valore della ricerca «Presente e futuro delle persone anziane che vivono in regioni periferiche» condotta nelle valli Onsernone e Muggio dal Laboratorio dell’ingegneria dello sviluppo (Liss) di Ponte Capriasca, diretto da Dieter Schürch.

Lo studio ha permesso di formulare raccomandazioni alle autorità cantonale e dei Comuni interessati. I suggerimenti partono dal principio che «il benessere degli anziani dipende in larga misura dalla presenza di un ambiente, sociale e costruito, che sappia riconoscere e valorizzare la storia, i simboli, i progetti, le attività e il ruolo che persone in età sono in grado di svolgere, anche in rapporto alle altre generazioni».

Il concetto è stato sposato dal Comune di Castel San Pietro, nella cui frazione di Monte è in corso una reinterpretazione di alcuni luoghi come la piazza, la bottega, i muri a secco, il gioco delle bocce, il lavatoio, il selciato, eccetera. L’esito atteso è «un villaggio che sappia rispecchiare la cultura dell’anzianità in tutti i suoi aspetti». Anche dal punto di vista sociale e sanitario, Monte vuole essere d’esempio attraverso l’inserimento della figura del tutor di comunità. Lo scopo è prevenire situazioni di fragilità, offrendo un sostegno pure in chiave psicologica e sociale.

Lunedì 22 novembre a Berna nel corso della laudatio che Meinrado Robbiani ha rivolto ai premiati – tra i quali Dieter Schürch (ideatore del progetto) – l’ex consigliere nazionale ha ricordato gli aspetti meritevoli del progetto, il quale «apre lo spazio a una concezione dell’anzianità capace di svolgere un ruolo di richiamo storico-culturale all’interno di una società in cui il dialogo tra generazioni è sempre più un’esigenza».

Nella foto, da sinistra: Albert Wettstein (Generationplus), Meinrado Robbiani, Dieter Schürch, Rina Rolli (dello studio SeR, che ha curato la parte architettonica del progetto di Monte), Giorgio Cereghetti (Comune di Castel San Pietro), Toni Bortoluzzi (Commissione attribuzione del premio).