Fondazione Vicari, patrimonio sempre più vivo e accessibile

Impegnata nella valorizzazione dell’archivio lasciato dal fotografo, la Fondazione apre una nuova fase della propria attività. Rinnovato, il Consiglio ha avviato collaborazioni con la Supsi, il cui esito è sfociato in una mostra alla Fornace di Caslano.

La Fondazione Vincenzo Vicari apre una nuova fase della propria attività. Con il recente rinnovo del Consiglio – composto da Alice Gianola (presidente), Gianmarco Talamona, Damiano Robbiani, Giancarlo Gianocca, Maurizio Bortolotti ed Ermanno Laghi – prende avvio un percorso volto a rafforzare la conservazione, lo studio e soprattutto la valorizzazione del patrimonio lasciato dal fotografo luganese, favorendone la conoscenza presso un pubblico sempre più ampio e le nuove generazioni. Al centro di questo patrimonio vi è, accanto all’importante produzione di Vicari, una collezione di oltre 650 apparecchi fotografici e cinematografici raccolti nel corso della sua lunga attività professionale. Un insieme di grande interesse storico e tecnico, capace di raccontare l’evoluzione della fotografia e delle sue tecnologie.
L’obiettivo della Fondazione è oggi quello di rendere questo patrimonio sempre più vivo e accessibile, sviluppando collaborazioni con istituzioni culturali e formative e sperimentando nuovi linguaggi attraverso i quali raccontarlo. In questa direzione si inserisce il progetto realizzato quest’anno con il bachelor of arts in comunicazione visiva del Dipartimento ambiente costruzioni e design della Supsi. Nell’ambito del corso di infografica, gli studenti del terzo semestre si sono confrontati con una selezione di quattordici apparecchi della collezione Vicari, approfondendone la storia, le caratteristiche tecniche e il contesto nel quale furono utilizzati. 
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