Mezzo secolo di passione e talento

Roberto Guidi

Tenere viva una tradizione sentita e amata, importante caratteristica del nostro territorio: da mezzo secolo è la missione del Gruppo Mandolinistico Gandria, che festeggia il compleanno domenica 17 maggio alle 16 nell'aula magna di Trevano con uno speciale Concerto di gala.

«5.2.76 – ore 20.30, prima riunione. Presenti: Armando e Germano (I mandolino), Tullio e Carlo (II mandolino), Mauro (mandola), Mario, Tita, Zeno, Raffaella, Pino e Brenno (chitarre). Si decide di trovarsi il lunedì». Con queste parole, scritte dal maestro Mauro Pacchin nel primo verbale del Circolo plettro Gandria, comincia l’avventura del Gruppo Mandolinistico Gandria (Gmg). «Le prove si tenevano nella cucina dei signori Bordoni; Celeste, buralista postale del villaggio, viziava i suonatori riscaldandoli con un buon bicchiere di Merlot». Così ricorda Ulrica Pacchin. A casa sua sfogliamo l’album dei ricordi e parliamo di passato presente e futuro assieme al presidente Roberto Bucher e al membro di comitato Stefano Zollinger. I tre sono pure suonatori nel gruppo, rispettivamente alla mandola, al contrabbasso e alla chitarra.
Gli inizi sono stati alla buona, si suonava a orecchio, alle cantine e nei ristoranti di Gandria per rallegrare l’ambiente. Erano i tempi dei cliché: tazzino, zoccoli e mandolini. «Eravamo amici accomunati dalla passione per la musica». In breve tempo, su impulso del maestro Pacchin, si muovono notevoli passi avanti, poiché in quegli anni – esaurito il periodo d’oro a cavallo tra Otto e Novecento – si respirava un rinnovato interesse per le orchestre a plettro con un repertorio fatto di serenate, mazurche, marce, folklore. C’era il desiderio di rinverdire le esaltanti stagioni passate e tenere viva una tradizione ultra secolare, importante caratteristica del nostro territorio.