Il primo ticinese sul traguardo della Spartathlon

Ivan Pedrazzi

Tecnico comunale a Cademario, Claude Birrer è stato festeggiato dal Municipio per l’exploit compiuto lo scorso settembre, portando a termine l’ultramaratona di 246 km Atene-Sparta. Una corsa estenuante e tra le più ambite dagli specialisti della disciplina.

Un obiettivo per pochi eletti: superate le terribili prove di qualificazione, il migliaio di iscritti attende l’estrazione dei 400 fortunati ammessi alla prova. Nel 2023 Claude non è stato favorito dal sorteggio, mentre l’anno seguente è stato pescato. «Ma non era l’anno giusto», afferma il 51.enne di Aranno, che in effetti non raggiunse il traguardo: «Mi raccolse il pullmino che recupera i concorrenti che restano attardati. A casa in Malcantone avevo già acceso la stufa, mentre qui il termometro sfiorava i 40 gradi. Al 65.mo chilometro ho dovuto rallentare il passo e sono rimasto escluso».
Le temperature torride, l’inquinamento e il paesaggio poco ospitale, tra fabbriche e raffinerie, non sono le uniche insidie della regina delle ultramaratone. Alla Spartathlon nulla è facile, ma temuti sono soprattutto i «cancelli» che si chiudono implacabilmente a orari prestabiliti: chi non li raggiunge per tempo è automaticamente estromesso. «È così in quasi tutte le corse sulle lunghe distanze, ma qui i tempi sono estremamente ristretti, soprattutto nei primi 80 km, costringendo gli atleti a dare tutto per evitare l’eliminazione».