La chiamano «la nona arte» sia perché tra i suoi alfieri più agguerriti e capaci si annidano le penne leggendarie di Hugo Pratt, Walt Disney, Alan Moore, René Goscinny, sia perché, come sottolinea Marco Lucchetti, direttore dell’associazione luganese che ha deciso di chiamarsi proprio così – La Nona Arte – quella del fumetto è la prima espressione di sé che l’uomo conosca. Prima ancora dell’ingresso di aedi, sibille, favoleggiatori e giullari, fu un uomo delle caverne, inesperto e visionario, ad aprire il portale del segno, tracciando con un corno d’osso il profilo di una bestia millenaria su oscure pareti calcaree.
«Le pitture rupestri non sono altro che immagini sequenziali che raccontano una storia. Il dato meraviglioso è che si è trattato di un processo del tutto naturale. I primi ominidi che si sono impegnati a disegnare fumetti lo hanno fatto perché si trattava di un bisogno innato, come bere o dormire. È un fenomeno connaturato all’uomo, e questo spiega la sua importanza». Da tre anni a questa parte Marco Lucchetti e Cristina Rogna Manassero sono impegnati a promuovere con estrema passione e professionalità il loro amore per il fumetto. L’associazione con sede in piazza Cioccaro ha generato InnovaComiX, festival internazionale che nel 2027 non avrà luogo solo nella cornice di Villa Ciani, ma raddoppierà il proprio spazio espositivo includendo anche il Palazzo dei congressi, dimostrando come quella del fumetto sia una realtà in espansione anche alle nostre latitudini.
«Se prima eravamo ancora in cerca di un assetto stabile, oggi disponiamo di un comitato in grado di gestire l’ampliamento dei numeri» sottolinea Rogna Manassero. «Dall’ultima edizione svoltasi questo febbraio portiamo all’occhiello diversi risultati: in primis un bilancio di pareggio tra costi e ricavi, e in secondo luogo la promozione di un dialogo tra il fumetto svizzero e la sua controparte internazionale, un elemento di cui andiamo fieri».
Trattandosi di un’associazione no profit il discorso economico è tutt’altro che irrilevante. «Per ciascun franco speso nel progetto – prosegue Lucchetti – la ricaduta è di due franchi e sessanta centesimi. La sua trasversalità è tale da permettergli di cambiare l’iconografia di una città: pensiamo a Lucca, o Lucerna, che hanno adattato il loro stesso calendario annuale basandolo sull’industria del fumetto. Il nostro obiettivo è altrettanto ambizioso: intendiamo lasciare una traccia formativa coinvolgendo i nostri giovani e provando a creare anche nuovi posti di lavoro. Visti i risultati, crediamo di essere sulla strada giusta».
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