Polli e piante in fiera fanno parlare i giornali

Mare Dignola

La rubrica «Cento di questi anni» ricorda un evento, che si è svolto nell’aprile 1926 al parco Civico di Lugano: una rassegna d’arte floreale, abbinata all’Esposizione federale di pollicoltura. La presenza di trecento espositori con oltre 700 animali non è passata inosservata.

La Pasqua di cento anni fa cade il 4 aprile. A Lugano i giorni di festa sono caratterizzati da un’importante esposizione nazionale, della quale i giornali cominciano a parlare nelle settimane precedenti. Su Libera Stampa leggiamo il 25 marzo: «Il giorno 3 di aprile si aprirà a Lugano la prima Esposizione federale di pollicoltura, che abbinata a quella di arte floreale, costituirà per la nostra città una nuova attrattiva. Per l’Esposizione di pollicoltura il successo è sin d’ora pienamente assicurato colla partecipazione di oltre 300 espositori. Concorreranno alla premiazione 700 capi di bestiame delle più belle e più utili razze di animali da cortile. Fuori concorso verranno esposte ricche coppie di pavoni, lepri, ecc. Anche la parte floreale dell’Esposizione annovererà certamente una splendida riuscita». 
Gazzetta ticinese il 24 marzo dedica poche righe all’avvenimento, scrivendo che «gli espositori sono circa una ottantina; discreto intervento da parte di confederati d’oltre Gottardo. Nel locale dell’esposizione sarà annesso un crottino». Il primo aprile lo stesso giornale precisa che «nella sala al primo piano della Villa Ciani verrà installata l’Esposizione d’arte floreale che dimostrerà, al pubblico, la genialità creatrice dei nostri giardinieri». 
Tornando a Libera Stampa, sempre il 25 marzo, leggiamo un interessante appello ai giovani: «Gli apprendisti soprattutto non devono mancare a queste gare del lavoro, perché è solo in queste rare occasioni che il novizio trova campo di perfezionarsi nell’arte sua e con ciò trovare un posto degno nella grande famiglia dei giardinieri». 
L’Esposizione si apre il 3 aprile, vigilia di Pasqua. Su Popolo e libertà di quel giorno leggiamo: «La giornata di ieri è stata laboriosissima per i signori giurati che dovevano procedere alla minuziosa visita per la premiazione. L’esposizione sorge sotto un capannone nel vecchio maneggio del Parco Civico ed è magnificamente riuscita. I capi esposti sono circa 700. Nella serra del Parco sono poi esposti i bellissimi esemplari di fagiani, pavoni, piccioni, cavie a tre colori e conigli. L’interesse maggiore è però dato dai campioni della pollicoltura. Ieri l’esposizione è stata visitata dal Consigliere di Stato dr. Giovanni Rossi e dalla municipalità». 
Il cronista di Libera Stampa il 2 aprile visita in anteprima l’esposizione e così scrive: «Una musica infernale di galli, dalle voci variatissime che vanno dal tenore al basso profondo, incrociate dal gridio caratteristico delle faraone, dei dindi, delle oche e delle anitre. Tutti ospiti che non finiscono mai di mangiare e di bere. Le signore poules però lasciano contro prestazioni sotto forma di freschissime uova fatte senza tanti complimenti e ricercatezze». 
Le due esposizioni hanno avuto esito soddisfacente, come leggiamo su Gazzetta Ticinese il 6 aprile: «Un numero grandissimo di persone ha fatto visita all’Esposizione di Pollicoltura e d’arte floreale installata al Parco Civico. Molti sono stati anche gli acquisti con la conseguente soddisfazione degli espositori che hanno visto e vedono così coronati i loro sforzi d’allevatori d’animali da cortile e di coltivatori di fiori e di piante. Nel pomeriggio di oggi si chiuderà l’Esposizione e così cesserà l’acuto ki-kir-ri-ki di tanti re del pollaio e l’incessante coccodeare di centinaia di galline che, per qualche giorno, ruppe la dolce quiete del nostro parco». 
Lo stesso giorno Popolo e libertà scrive: «Anche l’esposizione di fioricoltura ha avuto ottima riuscita, se non per la quantità certo per la qualità degli espositori. Le sale al primo piano di Villa Ciani sono state trasformate in eleganti serre di fiori esotici ed indigeni. Particolarmente ammirate le mostre fuori concorso dei giardinieri Figli di Giuseppe Delgrande ed Hembes di Massagno, quest’ultimo in un arredamento di mensa di una eleganza incomparabile. Degni di lode molti lavori – quali corone, canestri, bouquet, ecc. – presentati da apprendisti giardinieri». 

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sull'edizione del 27.03.2026

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