Quante volte s’è detto che – parafrasando il famoso canto popolare dedicato ai soldati – «i ticinesi son bravi piloti»? Fatto è che di «drivers» a quattro e a due ruote il nostro Cantone ne ha sfornati un bel po’ in ogni epoca e a ogni livello, Formula 1 e Motomondiale compresi. Piloti, ma non solo, perché al motorismo internazionale il Ticino ha fornito nei più svariati ruoli pure parecchi altri personaggi di primo piano. E, addirittura, una scuderia che, sotto la diretta egida di Maranello, da un quarto di secolo porta il cavallino rampante della Ferrari sui podi di tutto il mondo delle competizioni Gran Turismo.
L'ormai lunga, gloriosa e consolidata storia di quella ch’è di fatto diventata la «dinastia Kessel» parte all’inizio degli anni settanta, quando «Loris il visionario» (vedi riquadro a parte) affianca alla sua attività corsaiola quella di garagista, termine assolutamente adatto a quei primi anni nella piccola officina aperta col fratello a Massagno e poi trasferita a Grancia, dove, affiancato dalla fida Carmen Valnegri e da un paio di meccanici, in un locale di poche decine di metri quadrati è nata la Racing Car. Tempi in qualche modo eroici, indimenticabili anche perché lontani un millennio da quello che è l’automobilismo moderno schiavo dell’elettronica.
All’inizio degli anni 2000 la Racing Car diventa poi Kessel Racing Team, che mette in pista un numero sempre maggiore di vetture (ormai più di una trentina, preparate e assistite da una sessantina tra ingegneri, tecnici e meccanici!) per piloti professionisti e «driver» privati. Maserati, Lamborghini, ma soprattutto Ferrari, diventando in tutto e per tutto una sorta di «scuderia esterna» della Ferrari per le competizioni GT, tant’è vero che oggi la denominazione ufficiale del team è «Kessel Racing with Ferrari».
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