L'azienda agricola Grom è pronta a ripartire

Ivan Pedrazzi

A due anni dal rogo, che nella notte del 28 agosto 2024 incenerì la stalla di Bidogno, la ricostruzione è quasi completata. A fine ottobre il bestiame occuperà la stalla e anche fienile e caseificio saranno pronti. In novembre festa e presentazione.

La notte del 28 agosto 2024 la Capriasca è rimasta con il fiato sospeso, osservando la colonna di fumo alzarsi minacciosa sopra il paese di Bidogno. Il pensiero è corso alla fattoria di Luca e Albertine, ai sacrifici fatti dai due giovani allevatori per avviare la loro attività in un territorio bello da togliere il fiato, ma duro da lavorare. E prima di loro al coraggio di Ivana e Renzo Rezzonico, che nel 1989, assieme a Francesco Mariani, hanno dato vita a Grom e se ne sono presi cura. Senza dimenticare tutti coloro che in passato hanno falciato i prati e caricato gli alpeggi, contribuendo a preservare il paesaggio naturale e perpetuare la tradizione agricola della valle.
«Siamo stati ben accolti. I primi anni – dice Luca – giravo con il pick-up carico per far sapere che era tornato il formaggio di Grom. Prima dell’incendio si vendeva bene, sia attraverso il servisol in azienda, sia tramite ConProBio, la cooperativa di consumatori e produttori del biologico con sede a Cadenazzo, e nei negozi di paese». Due anni fa il fuoco si è mangiato la fattoria, rilevata nel 2009, ma non i loro sogni. La risposta di Luca è immediata e perentoria: «No, non abbiamo mai avuto alcuna esitazione! Già l’indomani, di fronte alle ceneri fumanti della stalla, eravamo entrambi motivati a ricominciare. Non è stata una passeggiata e specie durante i primi mesi, travolti dalle pratiche burocratiche, ci sembrava di marciare sul posto. Poi, una volta partito il cantiere, è filato quasi tutto liscio».