Dal 2019 la Città si impegna a riscoprire, documentare e valorizzare le piante da frutto. Ad oggi sono stati censiti oltre 550 alberi: una sessantina di varietà antiche classiche, 15 locali e 30 uniche, ovvero non riscontrate altrove in Svizzera. È il caso delle «Damaschine viola delle sorelle Valsangiacomo» a Pazzallo, profumate susine ellittiche; la pera «Brüt ma bón» a Carona, dall’aspetto irregolare ma dal sapore unico, con note che ricordano il cioccolato; la «ciliegia marezzata» di Sonvico, la cui buccia vira dal giallo tenue al rosso. Notevole è la moltitudine di fichi, che si distinguono per momenti di maturazione, forme e colori. Come il fico nero del ronco, di un blu intenso quasi nero. «Sono emersi anche saperi agricoli ed ecologici: ricette, tecniche di conservazione, utilizzo di attrezzi tradizionali, nomi dialettali e storie familiari. Una testimonianza di come questi alberi custodiscano cultura e conoscenze», riferisce il Municipio. Alcune varietà sono state sottoposte a una commissione di esperti svizzeri (PomKom) e italiani; in alcuni casi si è giunti all’ufficializzazione della denominazione, come per la «Pomme rose» del Brè, la «Succosa di Sonvico» o la «Bianca e rosa del Carlin» una varietà di mela invernale chiara con sfumature rosate.
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