#Città e quartieri | 11/02/2022

Unitas amplierà Casa Andreina

Sono in corso la procedura edilizia e le pratiche per l’ottenimento dei finanziamenti per l’ampliamento del centro di via Ricordone 3 a Lugano.

«Un progetto che guarda al futuro» lo definisce L’Impronta, pubblicazione annuale dell’Associazione ciechi e ipovedenti della Svizzera italiana (Unitas) di cui è stata distribuita l’ultima edizione a 8mila indirizzi, tra cui sostenitori, simpatizzanti e soci. In prima pagina, come si conviene per le notizie importanti, si parla dell’ampliamento di Casa Andreina, struttura polifunzionale edificata nel 1995 in via Ricordone a Lugano e ora troppo piccola rispetto alle necessità dell’associazione. Il progetto prevede la sopraelevazione di un piano della casa e la sistemazione del pianterreno, dove si procederà alla chiusura della terrazza in modo da ottenere un locale supplementare da adibire a sala da pranzo.

Insomma, serve spazio all’Unitas, che intende fare di Casa Andreina il cuore pulsante delle proprie attività offerte nel Sottoceneri, come ci spiega il presidente dell’Associazione ciechi e ipovedenti della Svizzera italiana, il luganese Mario Vicari. «Avendo assunto anche carattere socioassistenziale ed essendosi aperto all’intera popolazione anziana e non più ai soli soci, il centro diurno non dispone degli spazi sufficienti per accogliere l’utenza e le attività proposte, ossia corsi, incontri, pranzi... Inoltre – prosegue Vicari – vogliamo offrire alle persone cieche o ipovedenti, oltre a ciò di cui già usufruiscono, servizi e opportunità innovativi: una sala multisensoriale, un locale massaggi, un laboratorio per l’istruzione alla vita domestica, l’aula informatica e di musicoterapia». C’è infine l’esigenza di riunire sotto un unico tetto sia servizi sparsi in diverse sedi nel Sottoceneri, sia la Biblioteca Braille e del libro parlato, oggi organizzata in parte a Lugano e in parte a Tenero.

C’è ottimismo nelle pagine de L’Impronta a proposito della Casa Andreina di domani: «Terminate le fasi preliminari, attendiamo fiduciosi di dare il via al cantiere». La speranza del presidente Vicari è di poter posare la prima pietra entro fine 2022.

i.p.