Sicuro, naturale e vivibile

Ivan Pedrazzi

Difficile immaginarlo, eppure tra un paio d’anni il fiume Cassarate avrà un aspetto più naturale e accogliente nel tratto urbano che scorre tra Ponte di Valle e Cornaredo. I lavori sono cominciati nelle scorse settimane e martedì 22 settembre il progetto, del costo di 12,9 milioni di franchi è stato esposto ai rappresentanti dei numerosi partner coinvolti, raccogliendo consensi.

Alla Foce e sul Piano della Stampa, l’intervento è piaciuto e gli obiettivi sono stati raggiunti, quanto meno dal punto di vista paesaggistico e dell’accessibilità. Tranquillo e invitante, offrendo refrigerio nelle torride giornate estive, il fiume si è subito popolato. Più difficile misurare l’efficacia del risanamento in termini ecologici e della sicurezza idraulica, i cui riscontri sono meno immediati. 
Martedì 22 settembre è stato inaugurato il nuovo cantiere. Sotto i ferri è finito il tratto, di 1,4 chilometri, tra Ponte di Valle e lo stadio di Cornaredo, in territorio di Lugano, Canobbio e Porza. La riqualifica giunge quindi in ambito urbano e si misura con interessi e sensibilità diversi. I conflitti tra ambiente naturale e spazio costruito sono più stridenti. 
La pianificazione ha richiesto parecchi anni (il progetto è stato varato nel 2005) e ingenti risorse per acquisire i terreni utili all’intervento, che non si limita alla correzione dell’alveo e delle rive. La Piazza sul fiume, per esempio, con i suoi 6mila metri quadrati, costituirà uno spazio ricreativo per la popolazione, che avrà così un accesso facilitato all’acqua. Ora intubato, il ruscello Ligaino sarà riportato allo stato naturale nei duecento metri che precedono la confluenza nel Cassarate. Saranno tracciati percorsi pedestri e ciclabili, posate passerelle e ricreati alcuni biotopi. Si useranno inoltre le maniere forti per contenere alcune specie invasive e indesiderate. L’infestante Poligono del Giapppone, per esempio, sarà estirpato. 
Il nuovo assetto fluviale dovrebbe garantire la protezione dalle piene con portate fino a 220 metri cubi al secondo (in questi giorni il regime è di 0,7 metri cubi), eventi che statisticamente si verificano una volta ogni secolo. 
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