Siamo piccoli ma cresceremo

Roberto Guidi

Incuranti delle ferite al cuore inferte ai vecchi tifosi bianconeri, le ruspe continuano a distruggere quel che resta dello stadio di Cornaredo. E tra poco non resterà nulla, per fare spazio alle successive fasi del Polo sportivo e degli eventi, che al momento ha partorito il figlio prediletto: l’Ail Arena.

Nella nuova casa, giovedì 23 luglio, il Football club Lugano ha giocato la sua prima partita ufficiale nell’ambito dei preliminari di Conference League, mentre domenica 26 è in calendario l’esordio in campionato contro il Vaduz. Qualche giorno prima di queste date, il ceo Martin Blaser e i suoi collaboratori più stretti hanno convocato la stampa per fare il punto su diversi argomenti. 
I milionarios – Spesso e volentieri associato all’Hockey club Lugano della famiglia Mantegazza, il termine «milionarios» viene ora accostato dalla stampa della Svizzera interna all’Fcl di Joe Mansueto. Buon segno, significa che i risultati dei ragazzi di mister Croci-Torti danno fastidio. Il patron americano ha effettivamente disponibilità finanziarie quasi infinite e ha messo di tasca propria oltre 15 milioni per affinare a suo gusto il nuovo impianto, ma i dirigenti giurano che in sede di mercato non getta i soldi dalla finestra offrendo contratti «indecenti». Anni luce separano il budget bianconero da quello di Young Boys e Basilea, e pure il San Gallo è lontano. Per diminuire il gap, l’obiettivo è aumentare i ricavi: se i margini di manovra alla voce biglietti e sponsor sembrano ridotti, occorre sperare di monetizzare con la vendita di giocatori ed essere una presenza fissa nei tabelloni delle coppe europee. 
Obiettivi – La società, e non potrebbe essere altrimenti dopo il trasferimento nel nuovo impianto che suscita un certo appeal quando si tratta di discutere il trasferimento di un giocatore, è sempre ambiziosa. L’obiettivo della stagione alle porte è finire nella top 6 la prima fase del campionato e poi giocarsi il titolo nella seconda; nonché vincere la Coppa svizzera. Si vuole fare bene a tutto campo: anche con la formazione femminile, la U21 e l’Academy, che inaugura la collaborazione con il Giubiasco e cercherà di sfornare giovani ticinesi pronti per la prima squadra. Oggi ce ne sono pochini... 
Abbonamenti – «A Lugano seguono l’hockey», «la vera piazza del calcio in Ticino è Bellinzona»: due frasi che si sentono da decenni, quasi a giustificare affluenze un po’ misere allo stadio. Inutile nascondere che gli eccellenti risultati dell’Fcl non sono accompagnati da un seguito all’altezza e anche il numero di abbonamenti venduti nell’Ail Arena non può soddisfare: circa 3mila. C’è allora da sperare che siano gli spettatori «occasionali» a riempire gli spalti. 
Mangia e bevi – Dal 2021, inizio dell’era Mansueto, quattro diverse società si sono occupate del settore «food & beverage». L’ultima, Gabbani, è durata lo spazio di una partita, andata malissimo. Era Svizzera-Malta, valida per le qualificazioni ai Mondiali femminili, e le code oceaniche per comperare una bibita o un bratwurst hanno spinto il club ad annullare il contratto e prendere in mano il servizio. Che sarà cashless, ovvero senza possibilità di pagare in contanti. 
Musica – L’Fcl ha chiesto alla rock band ticinese Gotthard la colonna sonora ufficiale dell’Ail Arena. Leo Leoni & co. hanno risposto con due brani inediti: «Lugano My Town» e «Bianconeri Alé» (ne parliamo anche a pagina 25). Considerato tutto quanto detto, è possibile che negli uffici della dirigenza si canticchi anche un vecchio motivo di Renato Rascel: «Noi siamo piccoli ma cresceremo».