Ex insegnante di matematica cresciuto a Corticiasca, Andrej Steinauer è oggi proprietario di un castello nel centro-sud della Francia. Immerso nella natura incontaminata e selvaggia, aperto all’accoglienza di ospiti ed eventi a tema, lo Château de Dompierre è un luogo unico dove storia, arte e ambiente si fondono. E dove Andrej, praticando la permacoltura nel rispetto degli equilibri e della sostenibilità, ha optato per uno stile di vita profondo e consapevole. In piena armonia e connessione con la natura.
Quali circostanze l’hanno portata nel Limousin? «Durante il periodo del Covid io e mia moglie ci siamo fermati a riflettere profondamente su come volevamo vivere e su quale contributo desiderassimo dare al mondo. Quel momento di sospensione ci ha permesso di interrogarci sui nostri valori e su come tradurli concretamente nella quotidianità. È nato in noi il desiderio di rendere il mondo un posto migliore, partendo dal nostro piccolo: vivere in modo coerente con ciò che vogliamo trasmettere agli altri e creare qualcosa che avesse un impatto reale. A questo progetto si è unito mio padre Mathias, che da tempo sognava di acquistare un castello e immaginava la sua pensione come una nuova fase attiva, da condividere con altri, non come un semplice ritiro ma come un’esperienza di vita comunitaria. Ci siamo quindi messi alla ricerca di un immobile che ci offrisse la possibilità di restaurarne una parte secondo la nostra visione, mantenendo al contempo una sezione già abitabile, che ci permettesse di iniziare subito a vivere il luogo. Per noi era inoltre fondamentale la presenza dell’acqua – uno stagno o un fiume – come elemento vitale per un ecosistema autosufficiente. Tutto questo lo abbiamo trovato nello Château de Dompierre a Dompierre-Les-Églises, con i suoi 7 ettari di laghetto, 25 di foresta e 8 di prati: un contesto naturale straordinario che sembrava attendere un nuovo capitolo».
Come è nata l’idea di aprire un’attività in un luogo tanto particolare? «Non cercavamo semplicemente una proprietà, ma un luogo immerso nella natura dove realizzare un progetto concreto: affittare stanze e alloggi particolari, a tema, inseriti in un contesto paesaggistico unico. La nostra attività si concentra principalmente sull’offerta di soggiorni immersi nella natura incontaminata, circondati da giardini coltivati secondo i principi della permacultura. Vogliamo offrire un’esperienza autentica, che unisca tranquillità, bellezza, contatto con l’ambiente e attenzione alla sostenibilità. Accanto all’ospitalità, organizziamo anche eventi culturali che valorizzano il luogo e ne rafforzano l’identità. La struttura del castello si è rivelata ideale: oltre all’edificio principale, vi è un piccolo nucleo di case – un tempo stalle e dormitori per le circa 120 persone che lavoravano per l’industria tessile del castello nell’Ottocento – oggi perfette per accogliere gli ospiti. Sono presenti anche una cappella e un antico mulino, dove in futuro sarà possibile generare energia elettrica. Non si trattava solo di un immobile, ma di un luogo con un’anima e una memoria. Più che una semplice iniziativa imprenditoriale, è stata una scelta di vita».
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