In Collina d'Oro non è tutto andato perso

Americo Bottani

Il materassaio Seitz, il negozio di bici Roveri, il falegname Mariani, il fornaio Figini, le edicole... Di queste e altre attività restano i ricordi e le foto d’epoca raccolte da Ivo Gentilini, mentre altre aziende si sono installate e la vita in Collina continua a pulsare.

Ci sono paesi che cambiano senza accorgersene. Le case restano, le strade sono quasi le stesse, le chiese continuano a segnare il centro dei nuclei e, a prima vista, sembra che nulla sia davvero scomparso. Poi, basta parlare con chi lì ci vive da sempre per scoprire che i cambiamenti sono stati radicali.

Un tempo, Montagnola, Gentilino, Agra e Carabietta erano anche luoghi dove si lavorava, si comprava e ci si incontrava. Abbondavano botteghe, negozi, osterie, artigiani, contadini, allevatori, trasportatori. Attività piccole e familiari, ma che tenevano unita la comunità. Oggi la situazione è diversa, eppure sarebbe sbagliato descrivere la Collina d’Oro come un territorio inerte. I numeri forniti dal sito internet del Comune raccontano una realtà dinamica: alla fine del 2025 erano registrate 571 attività imprenditoriali. La concentrazione, dice però che 460 si trovano a Montagnola, 72 a Gentilino, 32 ad Agra e appena 7 a Carabietta. Ci sono quindi sensibili differenze.

Quando il negozio era «paese»
Una delle immagini più eloquenti arriva dalle cartoline d’epoca raccolte e pubblicate nel libro «Collina d’Oro un viaggio nel tempo». Uscito nel 2021 per le edizioni Fontana, è opera di Ivo Gentilini, originario di Gentilino e appassionato di storia locale. Ritrae il negozio di commestibili Bazzari a Montagnola, con la piazza popolata dagli abitanti. Non è soltanto la foto di un negozio, ma quella di un paese che si ritrova attorno a un’attività quotidiana. La bottega era infatti il luogo dove si comprava il pane e si prendeva il latte, ma anche dove si scambiavano due parole e si condividevano le notizie. La spesa non era, come lo è oggi, una corsa in auto verso un centro commerciale. Era una pratica locale inserita nella vita della comunità. 
Anche il latte racconta bene questa trasformazione. Ai microfoni della Rsi, l’ex sindaco di Montagnola Flavio Riva, scomparso il 14 agosto dello scorso anno, ricordava che un tempo era consegnato a domicilio. E che d’inverno la «cala» per lo sgombero della neve era tirata dai buoi. Sono gesti semplici, ma che descrivono un’economia fondata sulla vicinanza. 
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