Vedere il bello in un oggetto di pregio è semplice; più complicato è riconoscerlo quando si trova allo stato grezzo. Lo stesso vale per le persone, che hanno capacità ancora da sviluppare e una vita tutta da costruire. Da questo presupposto nasce «Intelligenza ARTIgianale - Da sedie scartate a Pezzi Unici», progetto di inclusione sociale rivolto soprattutto ai ragazzi che faticano a riconoscere il proprio talento e a trovare un posto nei percorsi formativi e professionali tradizionali. L’iniziativa intende dimostrare come ciò che viene abbandonato possa riacquisire valore attraverso creatività, lavoro e abilità individuali.
«Tutto è cominciato da un magazzino pieno di vecchie scocche di sedie», spiega il presidente di Cometa Svizzera Alessandro Mele. «Dove qualcuno vedeva qualcosa da buttare, qualcun altro ha immaginato ciò che quelle sedie sarebbero potute diventare». Affidate a cento ragazzi, si sono trasformate in altrettanti pezzi unici, poi presentati in una mostra e ad un’asta di successo a Cernobbio. Il risultato più importante riguardava però i ragazzi: «ogni giovane ha dovuto immaginare la propria sedia, smontarla, carteggiarla, tagliarla, rivestirla, provare, sbagliare, correggere, ricominciare e, alla fine, firmarla […] E abbiamo scoperto che, per molti, non è necessario sapere prima di fare: a volte è proprio il fare che fa nascere il desiderio di sapere». L’oggetto è diventato metafora del ragazzo, che riscopre le proprie capacità quando viene guardato per le sue potenzialità e non per le sue mancanze.
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