«Noi ci occupiamo della vita che c’è, che c’era, che ci sarà e che resterà», dice Micaela Bernasocchi, assistente sociale presso la sede luganese della Lega cancro, in via Ludovico Ariosto 6. È forse questa la definizione che meglio racconta l’esperienza di chi accompagna persone malate e familiari in una fase della vita in cui anche le cose più semplici possono diventare complicate. L’obiettivo è capire che cosa succede attorno alla malattia e quali sono i problemi che rischiano di pesare ulteriormente sulla persona e su chi gli sta vicino. «Ascoltiamo la loro storia e cerchiamo di capire quali sono i bisogni. A volte emergono richieste precise, altre volte è proprio durante il colloquio che vengono individuate necessità alle quali il paziente non aveva ancora pensato».
L’accompagnamento può avvenire sia negli uffici sia a domicilio e non esiste un unico modo di seguire una persona: c’è chi ha bisogno soprattutto di informazioni e poi procede autonomamente e chi, invece, in quel momento non ha più le energie per occuparsi di nulla. «Il bello della Lega è che possiamo stabilire quanto stare vicino alla persona in funzione delle sue esigenze», spiega Bernasocchi.
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