Cade anche la tribuna

Lavori di demolizione in corso a Cornaredo per far posto ai nuovi contenuti del Polo sportivo e degli eventi. L’ultima a cadere è stata la tribuna principale, risalente al 1951. Un’opera importante e pregevole dal punto di vista ingegneristico e architettonico, progettata dall’architetto Daniele Moroni-Stampa e dall’ingegnere Giovanni Carletti, che all’epoca fu salutata come una «grandiosa realizzazione».

L’Ail Arena è stata adottata dai tifosi, che si sono accomodati sugli spalti del nuovo tempio del calcio cantonale per assistere agli impegni casalinghi del Fc Lugano. I commenti sono in genere entusiasti e a parte qualche lamentela (per esempio la penuria di parcheggi) le aspettative sono state soddisfatte. 
Quelli appena trascorsi sono stati anche giorni difficili per il popolo bianconero, soprattutto per chi frequenta Cornaredo da tanti anni. La presenza delle ruspe sul vecchio «centrale» non è passata inosservata e anche se la demolizione era pianificata da tempo, l’avvio del cantiere ha comprensibilmente suscitato un po’ di amarezza da parte di chi, sugli spalti di Cornaredo, ha gioito e sofferto. 
L’ultima a cadere è stata la tribuna principale, risalente al 1951. Un’opera importante e pregevole dal punto di vista ingegneristico e architettonico, tanto che qualcuno si era interrogato sull’opportunità della demolizione. Una ristrutturazione sarebbe probabilmente stata troppo complicata e costosa. Di fronte allo smantellamento va reso omaggio ai progettisti, l’architetto Daniele Moroni-Stampa e l’ingegnere Giovanni Carletti, per quella che all’epoca fu salutata come una «grandiosa realizzazione». I giudizi furono unanimi nel riconoscere la «potenza strutturale» e la «razionalità» della tribuna. «Architettuta e ingegneria – scrive un anonimo cronista – si sono alleate dandoci un insieme d’effetto suggestivo per il coraggioso ripudio di ornamentazioni, per una perfetta concordanza fra l’aspetto architettonico e la finalità statica ed organica della costruzione».