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I sogni esplosivi di Spazio Fervida

Cristian Ferretti

Gestito da quattro artiste – Victoria Pham, Giulia Maria Fasola, Giada Olivotto e Marta Margnetti – lo Spazio Fervida è un faro a Lugano per produzioni, incontri e sperimentazioni. Esperienze restituite alla cittadinanza attraverso il festival Esplosiva, in programma giovedì 14 maggio.

A tre anni dalla sua nascita, Spazio Fervida (via Francesco Mola 14 a Lugano) continua a occupare una posizione singolare nel panorama culturale. Gestito da quattro artiste attive tra progettazione spaziale, ceramica, ricerca curatoriale e pratiche visive contemporanee – Victoria Pham, Giulia Maria Fasola, Giada Olivotto e Marta Margnetti – è ormai un faro in città per produzioni, incontri e sperimentazioni; esperienze restituite alla cittadinanza attraverso il festival Esplosiva.

Pratiche che nascono dal sogno 
La giornata si aprirà al mattino con l’artista performativa Francesca Sproccati, che descrive la sua pratica come «sonora, corporea e sognante». Un momento costruito attorno all’ascolto tra corpo, movimento e immaginazione, accompagnato da una colazione condivisa e dalla possibilità di stare all’aperto, se il tempo lo vorrà.
L’idea del sogno attraversa in fondo tutto il progetto di Fervida. Non tanto come evasione, quanto come luogo di possibilità. «Per noi era necessario avere uno spazio per la produzione – racconta Victoria Pham – Quando si fa, poi si vuole anche condividere e le necessità individuali si trasformano in collettive». È un processo che parte da esigenze molto concrete – avere un posto dove poter lavorare – ma che nel tempo genera qualcosa di più ampio: occasioni di incontro, influenze, collaborazioni. «Magari prima erano dei sogni – continua Pham – ma adesso c’è un luogo per poterli realizzare».
In una città dove gli spazi indipendenti dedicati alla sperimentazione artistica restano pochi, Fervida sembra un’oasi dove trovare la possibilità di dare tempo e corpo a idee ancora fragili, non definite, ma già vive.