Stefano Franscini, nella sua monumentale opera «La Svizzera italiana», quando descrive i Comuni ticinesi (II volume, 1840), dedica parole di lode a Torricella: «Accrescono pregio a questo villaggio i suoi valorosi artisti». Il Franscini pensava in particolare ai pittori e agli architetti che, nelle epoche passate, avevano dato lustro al piccolo villaggio della Valle del Vedeggio: Morelli, Trefogli, Passardi, Petrocchi, Magistretti, Crivelli, Giabbani. Grazie alla loro maestria, le loro opere hanno suscitato l’interesse di studiosi non solo in Ticino ma anche oltre i confini. Interessante a questo proposito la pubblicazione di Domenico Robbiani «Artisti di Torricella» (La Buona Stampa, 1977).
Torricella fu anche, come molti altri paesi ticinesi, terra di forte emigrazione. Muratori, gessatori, artigiani partivano stagionalmente, o definitivamente, in cerca di fortuna: nel resto della Svizzera, in Francia, in America. In questo contesto di tradizione e movimento, accanto a un solido retroterra artistico, emerge la figura di Basilio Rusca, rimasta a lungo nell’ombra e che oggi merita di essere riportata alla luce.
Origini e formazione
Basilio Rusca nacque a Torricella il 27 novembre 1878 da Francesco Rusca e Maria Giovanna Albertolli (bisnonni di chi scrive). Dopo la scuola dell’obbligo frequentò una scuola di disegno locale e perfezionò la sua arte a Milano, Napoli e Parma, centri nei quali ebbe occasione di conoscere da vicino l’arte antica e le più aggiornate tecniche pittoriche e decorative. Agli inizi del Novecento, come altri ticinesi, decise di emigrare e scelse l’Argentina per tentare la fortuna. Nel nuovo Paese sposò Damiana Lopez e dall’unione nacquero tre figli: Oscar, Raffaele e Nelide. Mettendo alla luce l’ultima nata, Damiana perse la vita e il Rusca dovette rientrare a Torricella, dove la sorella Savina si sarebbe presa cura dei bambini. Siamo agli inizi degli anni venti del Novecento: a Torricella, Basilio si inserisce nella vita pubblica e artistica. È cittadino attivo, pittore e decoratore e, non da ultimo, musicista appassionato. Farà parte della compagine municipale composta da Marco Trefogli (sindaco), Alessio Passardi, Roberto Turri, Felice Cippà, Emilio Martinetti e Michele Pianezzi. Partecipa con alla vita sociale del paese e, grazie al suo talento musicale, coinvolge numerosi giovani nelle più svariate iniziative. È inoltre scenografo della locale filodrammatica, per la quale realizza diverse scenografie (alcune ancora esistenti).
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