Un percussionista nato

Annamaria Scacchi-Bottini

Questo mese parliamo del Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major). Nonostante della famiglia dei Picidi sia la specie più diffusa alle nostre latitudini, raramente capita di avvistarlo nelle tipiche «casette per uccelli» poste fuori casa.

In autunno, a dipendenza delle condizioni climatiche, iniziamo a rifornire la mangiatoia degli uccelli ubicata fuori dalla nostra cascina di montagna. Con questo semplice gesto aiutiamo questi animali a superare l’inverno e ne approfittiamo per fare birdwatching comodamente seduti davanti alla finestra di casa. 

Trovo sorprendente vedere come sembri innescarsi una sorta di passaparola tra gli uccelli e dalle prime timide apparizioni ha inizio un frenetico andirivieni di diverse specie: cince, pettirossi, fringuelli e… picchi! Un habitué della nostra «mensa» è il Picchio muratore ma, con mia grande sorpresa, una mattina ha fatto capolino un Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major). Nonostante della famiglia dei Picidi sia la specie più diffusa, raramente mi è capitato di avvistarlo alla mangiatoia. Generalmente devo pazientare fino all’inizio della primavera per sentire echeggiare i suoi tambureggiamenti, energici e veloci. Un comportamento affascinante reso possibile dalla muscolatura del collo, fortemente sviluppata, e da un sistema di ammortizzazione che protegge il cervello dalle vibrazioni prodotte da questi segnali sonori. Tambureggiare sui tronchi ha molteplici scopi: serve a segnalare il proprio territorio agli altri maschi e ad attirare le femmine durante il periodo riproduttivo. Il picchio si serve anche del becco come «scalpello» per scavare delle cavità nel tronco e preparare il proprio nido (una camera ricoperta di trucioli di legno) in cui, a partire da aprile, vengono deposte da 4 a 7 uova bianche. Entrambi i genitori si impegnano nella cova e nella cura dei nuovi nati. Il Picchio rosso maggiore si nutre di larve e insetti xilofagi (mangiatori di legno) che individua e cattura grazie al becco appuntito e alla lingua retrattile la quale, all’occasione, può essere srotolata e raggiungere lunghezze notevoli! Inoltre, come tutti i picchi, anche il Picchio rosso maggiore è zigodattile. Per muoversi in verticale sfidando la gravità, possiede due dita rivolte in avanti e due posizionate all’indietro. Oltre agli insetti, la sua dieta comprende anche noci, bacche e semi. Talvolta integra nel «menù» persino uova di altri uccelli. Animale sedentario, non abbandona il territorio nemmeno in inverno ed è quindi possibile osservarlo o sentire il suo richiamo (un forte «cik», talvolta ripetuto) anche durante la stagione fredda, negli ambienti boschivi ricchi di legno morto ma anche nei parchi urbani alberati. Come riconoscere dunque questa specie presente praticamente ovunque sul nostro territorio? Innanzitutto si tratta di un uccello di medie dimensioni, caratterizzato da una lunghezza di 23 cm e un’apertura alare di circa 40 cm. Il suo piumaggio è prevalentemente bianco e nero con una chiazza rossa sulla parte bassa dell’addome. A differenza di altre specie (come ad esempio il Picchio rosso mezzano) non presenta striature particolari. I maschi adulti, a differenza delle femmine, possiedono una macchia rossa sulla nuca. Nei giovani invece la sommità del capo è sempre rossastra. A questo punto, non resta che allestire una bella «casetta per uccelli» e prepararsi a scoprire gli amici pennuti nei dintorni di casa!

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sull'edizione del 30.01.2026

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