Loris Fedele: nel titolo non vi dico chi è!

Fausto Sassi

«Ma come sarebbe a dire?».
«Cara Portughesa, niente da fare, non parlerò mai! Per saperlo devi leggere tutto l’articolo, non solo il titolo. Siamo nel 1942. La Seconda guerra mondiale sta distruggendo tutta l’Europa. La famiglia di Mario Fedele, professore in matematica e rettore di un liceo privato a Milano, emigra ad Alassio. Lui, il professore, rimane a Milano con i suoi allievi e il suo liceo. La moglie Adele invece va ad Alassio e dà alla luce il secondo figlio che chiamano Loris».
«E il padre lascia Milano?».
«No, rimane e continua il suo lavoro».
«Parli di una famiglia italiana?».
«No, svizzera».
«Quindi il Loris è uno svizzero nato sotto le bombe in Italia. E alla fine della guerra?».
«Alla fine della guerra vengono in Svizzera».
«E il padre emigra qui, con tutto il suo liceo?».
«No, lui resta a Milano e ogni tanto viene a Lugano a trovare la famiglia».
«Allora il piccolo Loris frequenta le scuole a Lugano».
«Esatto, asilo a Villa Ciani, poi tre classi ginnasiali, in seguito altri due anni di ginnasio a Milano, perché allora le ginnasiali erano di cinque anni. Sempre a Milano fequenta il Liceo classico Beccaria, poi l’Università nel capoluogo lombardo dove si laurea dottore in fisica. Il suo primo lavoro è l’insegnamento nel liceo del padre. Loris insegna fisica e il padre Mario matematica».
«Bene, padre e figlio si trovano riuniti».
«Sì, ma la mamma rimane a Lugano».
«Vuoi dire che papà Mario aveva due case?».
«Brava».
«E il nostro Loris?».
«Mi ha detto che l’insegnamento in Italia era molto monotono e si sentiva limitato nel proporre la stessa lezione nelle varie classi seguendo un programma fisso imposto dal Provveditorato agli studi».
«Che barba, e allora?».
«Sai, il fatto che avesse tre lezioni di fila al giorno tutte uguali cambiando classe, dopo tre anni di noiosissima docenza, Loris si licenzia, ottiene la sua liquidazione e riparte».
«…e torna a Lugano dalla madre».
«No, prende la sua Fiat 500, che gli aveva regalato il padre per la laurea, la valigia e va a Londra a studiare l’inglese, la cui conoscenza era importante per la materia che aveva studiato».
«Ma povera la sua mamma! Mi sembra Penelope la moglie di Ulisse».
«Pure a me. Comunque dopo qualche mese a Londra incontra una ragazza di Massagno, Mirca Bottani, un’assistente sociale anche lei a Londra per studiare l’inglese».
«Studiano in due perché in due si studia meglio e ci si scalda un po’, visto che a Londra, a quei tempi, faceva freddino».

…

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sull'edizione del 06.11.2026

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