Antichi ricordi

Agli albori del corteo della vendemmia

Il comitato del Corteo della vendemmia nel 1941. Da sinistra: ???, Edmondo Patuzzo, Pierino Cimasoni e Alberto Amadò. Alle loro spalle due ragazze in abiti tradizionali.

Abbandonato nel 2001, il Corteo della ven­demmia è stato uno degli eventi folcloristici più amati e fortunati di Lugano. La prima edizione ebbe luogo nel 1932: chiamate a organizzare il Convegno cantonale delle società di canto, per dare maggior lustro all'evento l'Armonia di Castagnola e la Verdi organizzarono una festa della vendemmia. Di fianco al ristorante Taddei fu eretto un grande capannone nel quale fu allestita una cantina definita all'epoca «suggestiva e romantica». Due filari di vite carichi di grappoli percorrevano il tendone per tutta la sua lunghezza.
L'idea del corteo fu dell'ultima ora. La sfilata partì da Castagnola il 2 ottobre del 1932 e si diresse verso Cassarate e piazza Indipen­denza, per poi proseguire lungo via Canova, piazza della Riforma, via Nassa, lungolago e rientro a Castagnola. Nell'ordine avevano sfilato: Carabinieri, Corpo dei volontari con vessillo, Musica di Pregassona, carro dei Mandolinisti, carro di Bacco. Seguivano due carri adorni di tralci di vite e grappoli d'uva, sui quali avevano preso posto le ragazze in costume dell'Armonia di Castagnola e della Verdi, i cui canti portavano allegria.
Fu un successo, tanto che l'anno successivo l'evento fu riproposto, sempre nell'ambito della Festa della vendemmia, abbinata però questa volta a una fiera agricolo-industria­le. Alla testa del comitato organizzatore c'era Giovanni Conza, vice presidente della Pro Lugano, mentre la regia della sfilata fu affidata ad Aristide Isotta. Partì da piazza Molino Nuovo per transitare lungo viale Stefano Franscini, via Luvini Perseghini, via Nassa, riva Caccia. «Il percorso – precisano le cronache dell'epoca – fu abbandonato dopo che alcuni carri uscirono malconci dalle strette vie del centro». I carri erano quasi tutti a soggetto paesano e ispirati alla vendemmia.

Pierino Cimasoni, regista appassionato

Le foto che pubblichiamo, provenienti dagli archivi della famiglia Amadò, si riferiscono ai primi anni quaranta. A capo dell'organizzazione era a quell'epoca il popolarissimo Pierino Cimasoni. Braccio destro di Isotta, era subentrato alla regia del corteo nel 1935, rimanendovi fino al 1970. L'opuscolo pubblicato nel 1982 dalle Edizioni Giornale del Popolo per i 50 anni della Festa della vendemmia, dal quale abbiamo tratto le informazioni, riporta alcuni aneddoti: la sospensione della manifestazione nel 1939 a causa della guerra; la richiesta, l'anno seguente, di una tassa di 50 centesimi agli spettatori; la presenza nel 1943 del generale Guisan alla giornata ufficiale; il passaggio, nel 1954, della Festa della vendemmia sotto l'egida della Pro Lugano. Pierino Cimasoni viene descritto nell'opuscolo come una delle ultime figure popolari di Lugano. «Aveva quella passionaccia che lo portava a interessarsi di tutto quanto si faceva in città, a dare il suo contributo in tutte le iniziative, fosse la Società federale ginnastica, della quale fu anche presidente, o il Comitato carnevale. Aveva un negozio di cappelli che gli lasciava del tempo libero (...). A chi si poteva pensare, nel 1935 quando occorreva un vero regista al Corteo dalla vendemmia, se non a lui?».

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