#Antichi ricordi

Nel 1957 un indimenticabile Inter-Rapid

In campo a Milano si sfidarono due compagini giovanili: i neroazzurri, attrezzati di tutto punto e con uno staff al seguito da far invidia, e gli allievi C del Rapid di Lugano, giunti nella capitale meneghina increduli e spaesati. Come questa partita sia stata combinata, Julius Herzig di Porza, che giocò nel ruolo di portiere, non ricorda. E neppure ricorda il risultato finale, che verosimilmente fu ampiamente a vantaggio dei padroni di casa.
Sensazioni ed emozioni, invece, sono rimaste intatte nella testa e nel cuore di Julius e degli altri compagni di squadra, che intrapresero quella straordinaria trasferta. «Un avvenimento – racconta il signor Herzig – poiché oltre all'incontro con i ragazzi dell'Inter, fummo ricevuti nella sede consolare elvetica e invitati a un pranzo sontuoso. Nel pomeriggio, potemmo assistere alla partita di campionato dell'Inter, nelle cui fila giocava Vonlanthen, primo calciatore svizzero impegnato al di fuori dei confini nazionali».
Nella foto, in piedi da sinistra, il signor Herzig riconosce: Claudio Poretti, Chico Lepori («con tuttavia qualche dubbio su questo nome»), Mario Maestrini, Mario Talleri, Dario Crivelli, Guido Talleri e il presidente del Fc Rapid, il maestro Riva; accosciati, da sinistra: l'allenatore «Nao» Grassi, Ceresola, Bossola, Mario Cossi, Mario Della Torre e Julius Herzig.
Avevano inoltre partecipato alla trasferta, in veste di accompagnatori, Renato Molina, titolare di un'impresa di pittura, e Mordasini, che invece gestiva una lavanderia chimica. «L'allenatore Grassi – ricorda Herzig – visitava regolarmente i campetti rionali di Lugano nei quali si giocava a pallone e cercava di convincere i migliori ad andare al Rapid. Partite e allenamenti si svolgevano al Campo Marzio. L'infrastruttura era modesta e le condizioni igieniche stantie, con spogliatoi umidi e chiazzati di muffa».
Eppure, finita la scuola, ci si precipitava al campo (Herzig scendeva in bici da Porza) per emulare i campioni di allora.

Nureev, un mito al palacongressi

Ritenuto da molti il più grande ballerino di tutti i tempi, il russo Rudolf Nureev si esibì a Lugano nel febbraio del 1988, ormai sul finire della sua brillante carriera, cominciata all'età di 17 anni al Kirov di Leningrado. Nel 1961 chiese asilo politico alla Francia e morì nel gennaio del 1993 a Parigi a 55 anni. Dotato di una tecnica straordinaria, si esibì nei maggiori teatri del mondo. Nella foto un ritratto al suo arrivo a teatro e in scena sul palco del Palazzo dei congressi di Lugano.

(Archivio fotogonnella)

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