Città e quartieri

Un gesto dovuto in ricordo del doganiere morto nel 1930

Era uscito in barca per il servizio notturno e non è più rientrato. L'appuntato Mario Vaccani ha ora ricevuto il giusto tributo.

A distanza di 90 anni dalla disgrazia, una lapide ricorda la vittima e offre un momento di raccoglimento in ricordo di una persona stimata.

Oggi è sede del Museo svizzero delle dogane, un tempo era un posto di frontiera. È lì che nelle scorse settimane si è tenuta una commossa cerimonia in ricordo dell'appuntato Mario Vaccani. Capoposto alle Cantine di Gandria, morì per annegamento il 29 giugno 1930 durante un turno di lavoro notturno, alla fine del quale non fece più rientro in caserma. Aveva 36 anni. La barca di servizio fu rinvenuta al largo davanti al nucleo delle Cantine di Gandria. La salma non venne mai ritrovata, nonostante gli sforzi di ricerca compiuti, testimoniati anche dai numerosi articoli apparsi sulla stampa di quel tempo. «Forse proprio a causa di questo mancato ritrovamento, l'evento rimase senza un giusto riscontro e la polvere del tempo è andata posandosi inesorabilmente su quei fatti», osserva il nipote Fabio Masdonati.
A distanza di due generazioni, la famiglia ha voluto porre rimedio a questa mancanza, trovando negli organi dell'Amministrazione federale delle dogane comprensione e disponibilità. A spese della Confederazione, è stato infatti realizzato «un elemento a testimonianza di quella disgrazia, che possa offrire un momento di raccoglimento in ricordo di una persona stimata». Sul muro prospicente il pontile di attracco è stata posata una lapide commemorativa con incisi i dati anagrafici e la fotografia dello scomparso.
Alla cerimonia, oltre ai famigliari della vittima, erano presenti il direttore della Dogana sud, colonnello Silvio Tognetti, il quale ha sostenuto con convinzione l'iniziativa; il già comandante Fiorenzo Rossinelli, che ha avuto un ruolo importante di collegamento e di consigliere; la responsabile della comunicazione dell'Amministrazione federale delle dogane, Caroline Waelti; e la direttrice del museo, Maria Moser-Menna, che ha chiuso la cerimonia con un discorso molto sentito.
Mario lasciò in uno stato di disperazione la moglie Amanda e le figliolette Carla e Maria, quest'ultima ancora vivente a 96 anni. «La Confederazione – conclude Masdonati – intervenne rapidamente con i mezzi sociali di cui disponeva il personale federale e fu scongiurata un'altra tragedia, quella della miseria. La famiglia, riconoscente, ringrazia».

Il comandante delle Dogane, regione sud, Silvio Tognetti.

La direttrice del Museo delle dogane, Maria Moser-Menna.

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