Città e quartieri

Le marionette, magiche evasioni dalla realtà

Michel Poletti ci parla del suo storico festival al Foce, al via sabato 17 ottobre, e del nuovo museo in viale Cassarate, che sarà inaugurato domenica 8 novembre.

TiPress.

«Le marionette strappano il sorriso, fanno sognare, conducono in un mondo magico, lontano dalla realtà. Sappiamo bene quanto oggi abbiamo bisogno di tutto questo».
Incontriamo Michel Poletti – un vanto per il Ticino, un'istituzione ben oltre i confini cantonali – alla vigilia del suo 38.mo festival, in programma al Foce di Lugano dal 17 ottobre all'8 novembre. Un'edizione ovviamente diversa dalle altre, difficile da mettere insieme. Ma era importante esserci. «Sarebbe certamente stato più semplice saltare il 2020, come hanno fatto altre rassegne. Tuttavia ho voluto stringere i denti e sono soddisfatto del cartellone che abbiamo allestito. Troviamo compagnie della tradizione italiana, russa e argentina». Il virus pone problemi e spinge a trovare nuove vie. L'ha fatto anche Poletti. «In virtù della capienza ridotta della sala, proponiamo una doppia rappresentazione giornaliera degli spettacoli, che in tutto sono dieci».

Aspettando le nuove generazioni

A questo giro, l'organizzatore evita di salire sul palco e nel cartellone non vediamo compagnie svizzere. Come se la passa il teatro della fantasia nel nostro Paese? «Da noi, come pure in Italia, non si vedono nuove generazioni all'orizzonte. I più giovani hanno cinquant'anni. Bisogna dire che la storia delle marionette è sempre stata un sali-scendi, momenti di splendore seguiti da altri di crisi. Speriamo che presto o tardi la curva risalga...».
Impulsi potrebbero arrivare dal museo allestito da Poletti in viale Cassarate, a due passi dal Foce, che sarà inaugurato l'8 novembre in chiusura del festival. «Beh, certo, spero che si possano avvicinare le scolaresche, ma ovviamente non solo». Le sale – già pronte nei mesi scorsi e poi tenute in naftalina – sono riccamente allestite con 150 oggetti tra marionette, burattini, pupazzi, fantocci, attori di legno. «Qui dentro c'è la mia storia, cinquant'anni di teatro. Alcuni pezzi appartengono a me, altri sono di collezioni; si va dall'Ottocento ai giorni nostri. E ho un magazzino pieno per il ricambio, che sarà periodico».
All'inaugurazione faranno seguito aperture su appuntamento, con visite guidate a cura di Michel Poletti e Lucia Bassetti.
I giovani si conta di «agganciarli» anche con una seconda iniziativa, introdotta lo scorso anno alla rassegna e riproposta in considerazione del forte interesse suscitato: gli atelier di costruzione, previsti giovedì 5 e venerdì 6 novembre al Foce a cura di Vittorio Zanella.

Un cartellone per tutti i gusti

La kermesse è rivolta a un pubblico che più ampio non si può: bambini, ragazzi, famiglie, nonni... Insomma, tutti i curiosi di rivivere o scoprire le atmosfere di questo mondo incantato. Si parte, sabato 17 ottobre alle 14.30 e alle 17, con il «Transylvania Circus» del Teatro delle Dodici Lune, mentre il giorno dopo (ore 11 e 15) ecco «Il castello degli spaventi» dei Ferrari di Parma, un must del genere, la più antica compagnia d'Italia. «Due spettacoli di "chiara fama" che hanno in comune fantasmi e altri esseri notturni, più buffi però che terrificanti».
E poi, cosa ha da consigliarci? «Ognuno propone qualcosa di diverso, a cominciare dalla tecnica per proseguire con la narrazione. C'è veramente una bella scelta tra gnomi, alberi magici, ricci, lepri, Aladino e compagni. Se proprio devo fare un paio di nomi sono quelli de "Il ballo dei piedi" di Veronica Gonzalez, artista argentina che trasforma il proprio corpo in un teatro delle marionette; e "La casa degli gnomi" di Lucia Osellieri, bravissima cantastorie, burattinaia e fisarmonicista di Padova».
Altre informazioni e iscrizioni (agli atelier e all'inaugurazione del museo) scrivendo a festival@palco.ch.
Il programma dettagliato su palco.ch, la prevendita è in corso su biglietteria.ch.

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