Nel distretto

Villaggi «smart» per chiedere e donare

di Marina Carta

Si parte dalla convinzione che, sempre di più, c'è bisogno di condividere prodotti e servizi. In Ticino gli Smart Village sono trenta, di cui tre nel Luganese: a Massagno, Pregassona e, il più significativo, in Capriasca. Aperto nel mese di agosto del 2015 da Chicca Pancaldi, quest'ultimo annovera 1.656 iscritti. «Ci sono mamme che regalano i vestiti dei loro bimbi ormai cresciuti – spiega Monica Rush Solcà – c'è chi desidera scambiare oggetti, chi offre aiuto domestico, chi si propone come babysitter, chi cerca nuovi amici…».
Non esistono limitazioni per quanto riguarda le proposte o le richieste da pubblicare, ma le regole sono chiare: le adesioni sono aperte solo ai residenti e/o alle realtà locali; il rispetto è fondamentale, per cui non si tollera un linguaggio volgare; non è possibile avviare discussioni di tipo politico o religioso; non è ammessa la vendita di prodotti e/o servizi; sono banditi oggetti come armi, medicamenti, materiale a luci rosse, cd, dvd e/o vhs masterizzati, programmi masterizzati, testi pdf, sostanze illegali e qualsiasi altra cosa non in linea con i principi fondanti.
«Post» dopo «post» – tanto per usare un termine noto a chi è pratico di Facebook – quello capriaschese è diventato un vero e proprio villaggio virtuale fatto di persone desiderose di condividere qualcosa con gli altri.
E se per la maggior parte degli utenti ciò significa offrire, per qualcun altro significa chiedere. Un aiuto, un servizio, un prodotto, … proprio come accade tra i migliori vicini di casa.
Insomma, «lo Smart Village è una sorta di famiglia allargata – puntualizza Rush – i cui membri si supportano l'un l'altro, mettendosi gratuitamente a disposizione della collettività».

Quando l'unione fa la forza…

Una cosa è certa: nel momento del bisogno ogni gesto, seppur piccolo, può aiutare, soprattutto in situazioni difficili e al limite del reale come quella che stiamo tutti vivendo a causa dell'emergenza sanitaria legata alla diffusione del coronavirus. Sui social gli appelli e le polemiche si sprecano, ma quando il gruppo è unito e ben rodato, ecco che dall'enorme – spesso troppo dispersivo e ingestibile – calderone di internet, nascono belle iniziative solidali. Su «Smart Village Capriasca» ci sono farmacie che propongono le consegne a domicilio, privati che si offrono di curare i più piccoli, persone che si mettono a disposizione per fare la spesa agli anziani e ai bisognosi. «A questo proposito vorrei lanciare un appello a tutti i Municipi: i social sono una grande risorsa, approfittatene! Coordiniamoci in modo tale che si possa collaborare per raggiungere tutte quelle persone che non possono o non sono in grado di accedere alla rete. A chi frequenta Facebook e compagni diciamo invece: aiutateci a diffondere i nostri messaggi, passate parola, perché solo così chi è solo e si trova in una condizione di difficoltà può trovare una strada per chiedere aiuto».

Come funziona?

Nel Luganese, lo Smart Village più attivo è quello della Capriasca. Si tratta di un gruppo Facebook al quale è possibile iscriversi con un semplice «clic». Una volta entrati a farne parte, l'utente può presentarsi alla comunità postando in bacheca la propria offerta di prodotti e/o servizi . «La procedura è semplice: pubblico l'offerta su "Smart Village - Capriasca"; l'interessato mi contatta e organizza un incontro. Facile immaginare, che spesso si va al di là dello scambio nudo e crudo. Si istaurano rapporti interpersonali e si trovano nuovi amici».

Nello Smart Village troviamo anche il Cook atelier, che in queste settimane si occupa di portare cibo e altri beni nelle case dei bisognosi (info tel. 079 250 64 09).


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