Sul cammino per Sora

Tutte le strade portano a… Sora! Non è vero, portano a Roma, ma il proverbio è più che appropriato per l'iniziativa di un gruppetto di comanesi, che ogni due anni si mette in cammino per raggiungere Sora, villaggio della Val Cavargna che accoglie un presepe vivente molto particolare.

A Sora lo scorso 26 dicembre: Valerio, Marco, Bicio, Claudio, Moreno, Carlo e Franco.

«Tutto ha avuto inizio alcuni anni fa, quando per la prima volta è stata lanciata l'idea di camminare fino a San Martino per la tradizionale Sagra d'inizio novembre. A questa meta – racconta Valerio Soldini, comanese come i suoi compagni di viaggio – se ne sono aggiunte altre: inizialmente San Provino ad Agno, con andata e ritorno per smaltire le inevitabili abbuffate; in seguito la gara di lotta svizzera a Gudo, passando dalla strada romana del Monte Ceneri; poi le località dove si è svolto il Pentathlon del boscaiolo: Isone (da Gola di Lago), Bedretto, Novazzano (passando da Porlezza ed Erbonne), infine Ghirone in cima alla Valle di Blenio». L'idea del gruppo, variegato sia per età che per caratteristiche sportive, è quella di raggiungere la meta dell'evento a piedi, indipendentemente dalla distanza. «Se servono due o quattro giorni poco importa, ci si impiega il tempo necessario». Destinazioni diverse, ma identico mezzo di locomozione: buone scarpe! Vitto e alloggio sono «a la carte». «Camminando – prosegue Valerio – si ha il tempo di apprezzare angoli del nostro Cantone che spesso sfuggono sfrecciando in automobile. Ma soprattutto di scambiare opinioni e affrontare discussioni più o meno serie con i compagni di viaggio. Anche il silenzio ha il suo spazio, regalandoci del tempo per stare con sé stessi e riflettere, soprattutto quando la fatica comincia a farsi sentire». A parte qualche eccezione, nessuno è specialista delle lunghe distanze. Per il momento la più lunga è stata quella di Bedretto, a 100 chilometri da Comano.

Tornando al presepe di Sora, che i protagonisti della recente trasferta consigliano vivamente di visitare nel 2020, la partenza è stata di buon mattino. «La prima volta, due anni fa, grazie a un dicembre privo di precipitazioni nevose, abbiamo scelto la via dei contrabbandieri, che dalla Val Cavargna, in tempo di guerra, si spingevano fino a Comano, toccando Lugaggia, Ponte di Spada, Sonvico, Pairolo, San Lucio, Cavargna e Sora. Lo scorso 26 dicembre, per Santo Stefano, abbiamo optato per un tracciato lacustre, alla Frontaliers per intenderci: Lugano, Gandria, Porlezza, Carlazzo e su fino a Sora lungo la Via del ferro». Due piacevoli camminate, entrambe gratificate dalle splendide giornate non particolarmente rigide. «Dovessimo allestire una classifica, possiamo mettere al primo posto il percorso montano, più spettacolare con i suoi panorami e soprattutto meno disturbato dal traffico veicolare. La distanza è più o meno uguale, sulla trentina di chilometri, ma con una sensibile differenza altimetrica. La prossima edizione, salute e magagne permettendo, si potrebbe passare da Cimadera, Bocchetta di San Bernardo, Val Rezzo e raggiungere Sora da Buggiolo». Fra il fumo dei focolari e l'aroma del vin brûlé, entrando nelle case di Sora si ritorna indietro nel tempo. «Si tocca con mano quanto fosse dura la vita di allora e dunque si apprezzano maggiormente gli agi di cui possiamo usufruire oggi. Gli organizzatori ci attendono come i Re Magi, con una piacevolissima accoglienza. Per il rientro a Comano ce la prendiamo comoda: mezzi pubblici o scroccando un passaggio alle gentili e pazienti consorti».
i.p.

Al San Lucio nel 2016: Tiziano, Valerio, Marco, Moreno, Franco e Claudio.

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