Cento di questi anni

Lo spoglio infinito

Il 13 febbraio di cento anni fa il popolo ticinese è chiamato alle urne per eleggere il Gran consiglio.
Per la prima volta si ricorre al sistema del Circondario unico.
Una novità che provocherà non poche polemiche.

Scrive il Dovere il 14 febbraio 1921: «I risultati definitivi della votazione di ieri per la elezione del Gran consiglio non potranno essere noti che fra alcuni giorni, perché lo spoglio non potrebbe essere più complicato di quanto lo renda il Circondario unico intrappiedato». Anche Popolo e Libertà prevede tempi lunghi, scrivendo il giorno 15: «Stamane, alle ore 9, nella sala del Gran consiglio ha avuto inizio lo spoglio che durerà almeno dodici giorni».
Tutti i giornali seguono con interesse l'andamento delle operazioni e non mancano di evidenziare le difficoltà che incontrano gli addetti ai lavori a Bellinzona. Gazzetta ticinese, il 17, scrive: «Le operazioni dureranno fino a giovedì e forse fino a sabato della prossima settimana. In molti Comuni del Mendrisiotto si è fatto il computo dei voti non emessi sulla base di 60 e perfino di 75 anzi che di 20, di modo che il bureau cantonale ha dovuto fare lo spoglio Comune per Comune. Errori simili devono essere stati commessi anche in altri distretti». Il 21 annota che «il bureau ha dovuto rifare lo spoglio di 60 Comuni e dovrà rifare ancora quello di un'altra trentina di Comuni. In seguito si dovrà fare il lavoro di riepilogo, che richiederà una decina di giorni. Per avere una idea della mole del lavoro basta pensare che dovranno essere fatte decine e decine di migliaia di somme».
Da parte liberale, soprattutto, si levano voci critiche sul sistema del Circondario unico. Il Dovere ne fa cenno il 19 febbraio: «Per intanto è perlomeno strano che in un paese di 150.000 anime si debba aspettare 8 o 10 giorni prima di poter sapere chi siano i 75 deputati prescelti (per modo di dire) dal popolo quali suoi mandatari. Per accogliere una voce che sorge unanime nei corridoi di Palazzo e sulla bocca di uomini di ogni partito possiamo aggiungere essere impressione generale che si va cadendo nel ridicolo e che è perlomeno urgente per la sincerità e la onestà politica che si addivenga nelle votazioni per la nomina del Governo e del Gran consiglio alla scheda di partito».
A difesa del Circondario unico si schiera il partito conservatore, scrivendo su Popolo e Libertà del 23 febbraio: «Credevamo di poter dar oggi maggiori dettagli sull'esito dell'elezione. Ma il lavoro procede lentamente. Diciamo subito che non è giusto far risalire tutta la colpa al sistema dell'elezione; poiché se il lavoro di spoglio fosse stato più intenso e meglio diretto, e se si fosse subito ricorso a quei rinforzi ai quali si è fatto appello più tardi, le operazioni di spoglio potevano già essere compiute sabato scorso».
Lo stesso giorno leggiamo su Libera Stampa che «lo spoglio – che sembrava dover essere lungo come gli anni della fame – vale a dire che doveva solamente venire pubblicato verso la fine della corrente settimana – ci è giunto inaspettato ieri sera a mezzo del nostro incaricato». C'è, comunque, ancora incertezza sull'esito finale, tanto è vero che lo stesso quotidiano socialista il 24 febbraio rileva: «Speravamo di poter dare stamattina i risultati definitivi. Fummo troppo ottimisti. Malgrado gli impiegati e le macchine che lavorano a tirare le somme – che non tornano mai – per dritto e per traverso siamo ancora lontani dalla fine. Ieri si sono trovati sbalzi di quattromila voti in un solo distretto. Questi sbalzi non riusciranno a spostare le posizioni dei partiti, ma intanto fanno perdere tempo e tengono i candidati incerti… nell'angosciosa attesa».
Anche il 25 febbraio, leggendo Il Dovere, constatiamo che tutto non è ancora deciso: «I risultati generali sono accertati e noti. Mancano solo i risultati parziali e personali il cui totale deve concordare con quelli generali». Una volta accertati quelli ecco che – come leggiamo su Libera Stampa del 26 febbraio – «il nuovo Gran consiglio è convocato in seduta straordinaria per la verifica dei poteri nell'aula legislativa della Residenza in Bellinzona lunedì 28 corrente alle ore 3 pom.».

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